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Il paese in cui arrivi con S. Paolo e parti con Alessandro il grande!

di Franca Dell’Arciprete Scotti

L’orgoglio di un grande passato e il ricordo di eroi memorabili segna il destino della Macedonia attuale, un paese travagliato alla ricerca di una sua collocazione nella via verso l’Europa, che attraversa da una decina di anni una lenta fase di transizione. Chi studia la storia stratificata della Macedonia rimane sorpreso dal succedersi di popoli, etnie, religioni, regimi politici. Ma su tutti sovrastano gli antichi sovrani macedoni, eroi di un formidabile passato: Filippo, vincitore dei Greci nel 348 a.C. e soprattutto Alessandro il Grande. Un’aureola mitica li circonda, facendone due personaggi grandiosi della storia mondiale, alla pari di Cesare, Carlo Quinto, Napoleone. Giunto all’Indo e al Gange, costruttore di un impero enorme che raggiungeva le terre abitate, Alessandro morì a 32 anni nel 325 a.C. Dopo di lui la frantumazio del territorio tra i generali. Che cosa sarebbe successo se il giovane condottiero avesse avuto davanti a sé altri 50 anni di vita per consolidare i confini e dare una struttura all’impero? La storia non conosce i “se” e le ipotesi, ma solo i fatti accaduti. Così la Macedonia, culla montana nascosta tra i Balcani, da cui era nata questa breve incredibile avventura, tornò una terra piccola e fragile, oggetto di conquista. Oggi è una nazione che ha appena riconquistato l’indipendenza, dopo la frantumazione della repubblica jugoslava nel 1991, definita nei suoi confini tra Bulgaria, Albania, Grecia, Serbia e Montenegro. E sta cercando una sua precisa dimensione, memore sempre del suo passato e in stato di rivendicazione soprattutto nei riguardi della Grecia, che occupa tutta la penisola Calcidica, parte integrante della Macedonia di un tempo. Qui è stata trovata la tomba di Filippo a Verghina, con un enorme tesoro di monili e oggetti d’oro che indicano un’arte raffinata. Sono oggetti che hanno la stessa fattura di quelli trovati nella necropoli di Trebeniste vicino a Ohrid: una maschera funeraria, anelli, bracciali, sandali, guanti, tutti in oro, che dimostrano una derivazione egizio cretese, mentre l’uso della maschera farebbe riferimento alla divinizzazione dei defunti. Anche se la superficie della Macedonia attuale è ridotta a 25.000 chilometri quadrati, racconta ancora gli strati del suo passato sofferto e complicato. Mosaici di grandi pavimenti nelle basiliche, affreschi e iconostasi di chiara impostazione bizantina, fortezze potenti a guardia di centri elevati sulla pianura, moschee e minareti, caravanserragli e hammam, ricche case di mercanti dai tipici balconi di legno scuro. Ogni elemento del paesaggio, se si sa decifrare, rivela una presenza del passato. La fierezza macedone fu piegata in fretta, dopo la scomparsa dei generali di Alessandro, dall’esercito romano che nella nuova provincia “Macedonia” trovava un ottimo passaggio verso l’Oriente. La via Egnatia fu l’arteria fondamentale di questa regione, non a caso Ohrid, la città più bella della Macedonia, oggi dichiarata patrimonio dell’Unesco, si trova su questa strada romana. Patrimonio dell’Unesco è anche il lago di Ohrid, profondo, freddo e limpidissimo, proprio al confine con l’Albania. Molto amato dai Macedoni, é famoso anche per la sua pescosità e anguille e trote salmonate sono presenti in tutti i ristorantini della costa. Per un colpo d’occhio su Ohrid, la soluzione migliore é affittare una barca e guardare dal lago le case sparse in collina e soprattutto le splendide chiese bizantine. Imperdibile San Giovanni, isolata su un piccolo promontorio tra i cipressi. Come tutte le chiese della zona, ha la pianta a croce greca e cinque cupole che spiccano con i mattoni rossi sottolineati da profili bianchi. Fotografatissima, San Giovanni è un piccolo gioiello sul lago, mentre nel centro città non si possono perdere le due chiese più grandi,la cattedrale Santa Sofia del 1037 e la splendida Madonna Perivleptos, ad una sola navata. Incantano gli affreschi che raccontano in figure ieratiche e colori luminosi la storia della Vergine. Apostoli, santi, guerrieri in armatura, angeli dalle lunghe ali, Madonne malinconiche, ingenue prospettive per raccontare una fede che è sopravvissuta a scorrerie, torture e invasioni. Tutto cominciò con i santi Cirillo e Metodio, nati a Salonicco, che crearono l’alfabeto cirillico e un sistema di scrittura pratico per evangelizzare l’Europa Orientale e le popolazioni slave. A Ohrid la fortezza di Samoil testimonia una delle fasi più cruente della storia macedone, quando per un breve periodo alla fine del X secolo il geniale Samoil riuscì a rendersi indipendente dall’impero di Bisanzio e ad annettersi i territori intorno, fino alla Grecia e fino al mare. Ma ancora una volta una storia di successori, di spartizioni e di tradimenti segnò questo effimero successo. Distruzioni e saccheggi segnano così questo piccolo tormentato territorio. Con la fine di Samoil si afferma definitivamente la presenza turca ottomana. E si impone l’architettura islamica. A Skopje, la capitale attuale della Macedonia, è forte la presenza di questi elementi, soprattutto nella parte vecchia, divisa naturalmente dalla città moderna per mezzo del ponte sul Vardar. Il grande bazaar, il caravanserraglio, le moschee con i minareti, le botteghe dell’artigianato in cuoio e in rame immergono totalmente nelle atmosfere di una città turca. E le poche chiese ortodosse rivelano una condizione di minoranza: più piccole oppure addirittura poste sotto il livello della strada, come San Salvatore, che pure ospita nel cortile di entrata l’importante mausoleo di un eroe dell’indipendenza nazionale. La Skopje nuova aldilà del fiume, invece, testimonia le vicende dell’ultimo secolo: i palazzi liberty primo ‘900 intorno alla piazza Macedonia, le fabbriche anonime sotto il regime di Tito, i palazzi ricostruiti da importanti architetti internazionali dopo il terribile terremoto del 1963, quando una gara di solidarietà coinvolse tutte le potenze internazionali, dagli Stati Uniti all’Europa. I giovani di Skopje assomigliano ai giovani di Berlino e Parigi, Francoforte e Vienna. Biondi, slanciati, attenti alla moda, sembrano piuttosto fiduciosi nel loro futuro. Ne danno testimonianza le strade affollate, bar e locali pubblici arredati con oggetti di design e buon gusto, i negozi molto piacevoli. Certamente non sarà facile per questa giovane nazione trovare una sua precisa collocazione nello scacchiere europeo, tra spinte all’emigrazione, un nuovo capitalismo, la caduta delle sicurezze che provenivano dal regime socialista. Il turismo può essere una delle vie migliori per valorizzare il territorio e la sua splendida storia.

Un progetto interessante Italia-Macedonia
La situazione attuale del turismo a Skopje è di assoluta marginalità, ridotta anche in confronto agli anni precedenti le tensioni interetniche che hanno interessato i Balcani negli anni ‘90 ed in particolare la Macedonia nel 2000 e 2001. I dati sul movimento turistico registrano valori davvero bassi per una capitale di 500.000 abitanti. L’Italia può giocare un ruolo non piccolo, con alcuni progetti speciali che hanno già avviato una forma di collaborazione molto interessante. Il Programma Seenet – I Governi Locali Motori dello Sviluppo è un’iniziativa triennale di cooperazione decentrata nell’area del sud est europeo promossa dalla Regione Toscana e dalle ONG Ucodep e Cospe, in accordo con la Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri. www.ucodep.org  Il Programma, avviato nel luglio 2003, ha visto la cooperazione tra 21 Enti tra cui Skopje e gli enti locali della Toscana attraverso la creazione di una rete stabile tra Governi locali. Una delle iniziative riguarda un programma di “Promozione e marketing territoriale turistico per la Città Skopje”. E all’interno del programma, è stato anche realizzato il portale della città di Skopje http://skopje-mk.on.net.mk  tuttora in via di definizione.


 

 

NOTIZIE UTILI

 

La Repubblica di Macedonia, indipendente dal 1991, a causa della disputa con la Grecia, in alcuni casi é ancora ufficialmente denominata “Former Yugoslav Republic of Macedonia” (FYROM).
Con una superficie di 25.333 km quadrati, ha una posizione chiave di corridoio intercontinentale. La popolazione di 2.057.000 abitanti ha una composizione etnica molto varia: macedoni 64,2%; albanesi 25,2%; turchi 3,9%; rom 2,7%; serbi 1,8%; bosniaci e valacchi 1,8%; altri 0,4 %.
Per arrivare in Macedonia: Alitalia e Macedonian Airlines coprono quotidianamente il tragitto Milano/Roma Skopje
 

 

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