Pisa oltre la Torre

Pisa deve molto alla sua Torre, ma spesso fa i conti con questa ingombrante ospite che offusca tutto quello che realmente la bella città offre al visitatore. Si è scoperto che addirittura all’estero propongono “la Torre” tra le varie destinazioni in Toscana, quasi questa fosse una città; e così, spesso capita, che frotte di turisti arrivino in bus, che sapientemente si fanno parcheggiare nel grande piazzale in zona Torre, fanno il giro in piazza dei Miracoli, salgono sulla Torre, comprano un souvenir o consumano qualcosa nei ristoranti a ridosso del piazzale verde e poi vanno via… e Pisa? Niente altro…

a cura di Rosanna Fudoli

 

Abbiamo trascorso alcune giornate in questa indaffarata ed elegante città toscana che nei secoli ha cambiato volto molte volte, perdendoci tra le vie ed assaporando le mille opportunità per conoscere un territorio interessante da tutti i punti di vista. È facile da visitare, Pisa si sviluppa in un enorme quadrato attraversato dall’Arno. Si può viverla a piedi, in bici, in carrozza, in ciclocarrozzella, in battello, col trenino o col bus panoramico (www.comune.pisa.it), il centro è in ZTL ma spesso l’auto può arrivare fino all’hotel, altrimenti i tanti parcheggi siti a corona della città sono collegati sia all’aeroporto che alla stazione ferroviaria che a bus che portano in centro.

Noi avendo lasciato l’auto in hotel abbiamo scelto di visitarla a piedi; una bella passeggiata e di cose da vedere ne abbiamo scoperte tante… soprattutto abbiamo capito che molti posti di grande interesse sono da una parte e l’altra del Fiume, quindi la nostra passeggiata comincia proprio dai Lungarni. La città è praticamente sull’acqua, galleggia su fango ed argilla quindi i canali erano molto importanti e durante la guerra molti ponti e buona parte della città fu distrutta anche per la vicinanza dell’aeroporto.

 

Tra il 1600 e il 1800 Pisa era tappa del Gran Tour e tutti i più importanti personaggi dell’epoca da qui passarono, alcuni acquistarono anche palazzi e proprietà come Lord Byron, Leopardi, Mazzini, e varie teste coronate prediligevano la città per le cure ed il clima. Oggi la città è scelta da circa 40.000 universitari provenienti da tutto il mondo, le facoltà sono distribuite in ogni zona del centro e così anche le loro abitazioni, cosicché la città è sempre viva ed attiva… se poi aggiungiamo le migliaia di turisti che ogni anno visitano Pisa… c’è sempre un gran movimento.

 

Il Museo Nazionale di San Matteo, ha catturato subito la nostra massima attenzione, ex museo civico, ex monastero, ex prigione, propone opere spettacolari sia nel chiostro che nella parte interna. I vari rimaneggiamenti strutturali ed epocali sono evidenti e rispecchiano la storia del polo museale; le opere raccolte sono interessantissime. Nel sepolcro dei conti della Gherardesca la piccola madonna ha ancora qualche frammento di colore a riprova che il medioevo non era solo scuro e monocromo. Al I° piano la sala delle croci merita un po’ di tempo per ammirarla in tutto il suo splendore, il sistema espositivo originale permette di osservare le opere monumentali sia davanti che nel retro. Provengono da chiese diverse della città e sono del 1100/1300; in questo periodo Pisa era punto di riferimento per l’arte e la pittura e “dettava legge” in ambito culturale. Un’emozione il Polittico di S.Caterina d’Alessandria di Simone Martini. All’epoca del restauro di queste Opere, fu realizzato il laboratorio dentro uno spazio in vetro in modo che il pubblico potesse vedere gli artisti durante il loro importante lavoro… peccato non averlo saputo…l’eccellenza dei restauratori italiani è nota in tutto il mondo. Tante altre le collezioni presenti, dai bacini ceramici di manifattura locale ed islamica, alla galleria di sculture in legno ed in marmo sempre provenienti da chiese toscane, ai dipinti del 400 di Gentile da Fabriano, Beato Angelico fino a Masaccio http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Luoghi-della-Cultura/visualizza_asset.html?id=151017&pagename=157031

 

Saltando sull’altra sponda, troviamo Palazzo Blu, in gran festa in questo 2018 per il X° anniversario, tappa di sicuro interesse. I primi insediamenti sul sito del palazzo risalgono al secolo XI, al periodo della massima potenza della Repubblica marinara di Pisa. L’ultimo importante intervento sul palazzo, che gli diede l’aspetto che ancora conserva, risale agli anni dopo l’Unità d’Italia. Le opere d’arte e gli arredi rappresentano un’eccezionale spaccato temporale ed evidenziano il legame delle opere con Pisa e il suo territorio. Tra i tanti artisti presenti Nino Pisano, Orazio ed Artemisia Gentileschi, Orazio Riminaldi, Tribolo, Ottavio Simoneschi.

L’allestimento del primo piano è stato concepito come la ricostruzione di una dimora signorile ottocentesca, imponente la stanza da pranzo dedicata alla caccia, tutto il piano è stato arredato in gran parte con ‘pezzi’ della collezione Simoneschi dal XVI al XX secolo, e da quelli originali del palazzo.

Interessanti le mostre temporanee come quella dedicata alla ceramica che coinvolge un po’ tutta la città (www.pisacittaceramica.it) e rimarrà qui fino ai primi di novembre; mentre “da MAGRITTE a DUCHAMP 1929: Il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou” (11 ottobre 2018 – 17 febbraio 2019) attirerà sicuramente visitatori da tutto il mondo www.palazzoblu.it il colore della facciata così intenso ed accattivante è stato rielaborato con la tecnica del 700.

 

Poco più in giù, verso il centro, un piccolo gioiello incastonato su Lungarno, la Chiesa di Santa Maria della Spina, uno straordinario esempio di gotico pisano che deve il suo nome da quando, nel 1333, accolse la reliquia di una spina della corona di Cristo (ora esposta nella chiesa di Santa Chiara). La chiesetta fu oggetto di numerosi interventi, la ristrutturazione più radicale fu compiuta nel 1871, quando fu smontata e ricostruita più in alto: la chiesa fu rialzata di circa un metro. All’interno si può ammirare la notevole Madonna della Rosa di Andrea e Nino Pisano.

 

Riattraversiamo l’Arno e dirigiamo sull’imponente Piazza dei Cavalieri, uno spettacolo: fu l’antico foro e il centro della città durante l’epoca romana. Nell’epoca medievale, costituiva il centro della città chiamato Piazza degli Anziani o delle “Sette vie”(poiché vi confluivano sette strade). Nei nostri tempi, qui si affacciano il palazzo della Carovana, la chiesa di S.Stefano dei Cavalieri, il palazzo della Canonica, il palazzo del Consiglio dei Dodici, il palazzo Puteano, la chiesa di S. Rocco, il palazzo dell’Orologio, mentre al centro si trova la statua di Cosimo I che nel 1558 ordinò a Giorgio Vasari la ristrutturazione di quanto prima esisteva in questo vasto spazio, per fare ordine ed avere una piazza di rappresentanza. Ove attualmente si trova il palazzo dell’orologio in epoca medioevale si trovavano la casa-torre detta Palazzotto di Giustizia e la Torre della Fame (tristemente nota poiché qui fu rinchiuso, e successivamente fatto morire di fame, con i suoi tre figli, il conte Ugolino della Gherardesca).

 

E dopo poche centinaia di metri… il verde ed il bianco in un’atmosfera sempre di festa: siamo arrivati in Piazza dei Miracoli, uno spazio enorme dove col naso all’insù rimani estasiata da tanta arte e bellezza.

La Cattedrale, concepita nel 1064 era per l’epoca probabilmente la più grande del mondo conosciuto e comunque tra le più grandi ed imponenti realizzate in marmo bianco di calcare. Fu eretta fuori dal centro per poterla realizzare immensa e dimostrare il potere del culto, il progetto fu concepito così come oggi lo vediamo, anche se ci vollero secoli per vederlo realizzato nella sua interezza. Da poco sono finiti i lavori di restauro in occasione dei 600 anni dalla consacrazione; l’interno pur essendo spettacolare risente dell’imponenza della facciata per un discorso di prospettiva, altezze e profondità…la Torre di Pisa è il suo campanile; perché è storta? Perché nasce su fango, argilla ed acqua, già mentre si costruiva il III° piano cominciò a “pendere” infatti i lavori si fermarono per circa 100 anni. Giovanni di Simone e le tecniche nel frattempo scoperte, fecero riaprire il cantiere che fino al 1300 non si chiuse… anche qualche anno fa si dovette bloccare l’accesso, ma Lei è sempre lì più bella che mai ed entrare è sempre un’emozione. Il Battistero, tutt’ora nelle sue funzioni, è il più grande d’Italia, ogni 30 minuti durante l’orario d’apertura c’è una dimostrazione della magnifica acustica, nel silenzio assoluto… e se chiudi gli occhi sembra che in quel momento gli angeli ti salutino…

Il Camposanto è altrettanto enorme, secondo la tradizione la terra viene dal Monte Golgota, venne realizzato per completare la piazza ed è tutt’ora uno dei primi e pochi cimiteri coperti d’Europa. Qui furono portati i sarcofagi provenienti dalla Cattedrale e da parecchie Chiese d’Italia. Dal 1300 al 1700 furono affrescate le pareti e da qui sono passati i maggiori e migliori artisti dell’epoca e le loro botteghe. Purtroppo oggi è visibile solo il 40% delle opere, nel ’44 una bomba distrusse una parte del tetto www.opapisa.it

E dulcis in fundo, le Mura, la novità del 2018 è l’apertura al pubblico di questa particolare passeggiata, originali del 12° secolo, ad opera finita il circuito era di 7 km con 30 porte e 26 torri; furono realizzate molto fuori rispetto alla città dell’epoca perché già allora si “vedeva lontano” e si voleva credere che la città si sarebbe allargata e sarebbe cresciuta in maniera esponenziale. Oggi sono percorribili circa 3 km per una visita dall’alto di Piazza dei Miracoli e di una buona parte della città.

 

 

Per scoprire le altre tantissime opere, gli itinerari ed i luoghi caratteristici della città www.turismo.pisa.itwww.pisatour.itwww.terredipisa.it

 

 

 

 

Curiosità e info utili:

Il I° albergo d’Italia nel 1838 fu aperto dalla famiglia Piegaja sul Lungarno di Pisa, il celebre Royal Victoria Hotel, su una locanda del 1428, tutt’ora è gestito dai discendenti. Da sempre importanti personaggi da ogni dove venivano a Pisa per il clima mite e la città era considerata meta balneare, i più importanti hanno soggiornato qui: dalla regina del Belgio a Lindbergh, da Leopardi al principe del Giappone. È ancora oggi una struttura molto particolare, ricca di fascino e molto old english style, nei corridoi e nelle camere sembra di tornare indietro nel tempo www.royalvictoria.it

A pochi passi il gelato più buono di Pisa, il siculo De Coltelli propone squisitezze in gelato e granita, tutto realizzato con prodotti naturali del territorio pisano.

Dentro la Chiesa sconsacrata di San Paolo all’Orto, si trova un’interessante Gipsoteca; nasce come raccolta didattica con calchi nel 1889, tutt’ora è collegata all’Università. Notevole la collezione etrusca, greca e romana https://www.sma.unipi.it/gipsoteca-di-arte-antica/

Il muro esterno della Chiesa di S.Antonio, distrutta dalla guerra, durante la ristrutturazione fu lasciato “nudo” e nel 1989 Keith Haring vi dipinse un murales conosciuto ormai in tutto il mondo. Tuttomondo è la danza dell’umanità. Usò colori diversi dai suoi abituali per adeguare l’opera ai colori della città di Pisa.

 

Uno spuntino goloso e sano, nel nostro girovagare a piedi, l’abbiamo fatto alla Biosteria 050. Uno scrigno di cose buone e genuine a km 0, veloci e con una scelta abbastanza ampia considerando che quasi tutto viene realizzato al momento. Alimentazione molto vicina ai vegetariani ma non disdegna le succulenti chianine www.biosteria050.it

Pisa è piena di posti dove degustare qualcosa di particolare, siano locali tradizionali o alternativi, pub, birrerie e locali etnici e per vegani abbondano nelle varie zone in cui è divisa la città.

 

All’Osteria dei Cavalieri, vicino alla celebre Piazza, abbiamo degustato alcune sfiziosità notevoli. Sita in un ex casa torre del 1200 e allargata in un “fondo” storico, qui da centinaia di anni c’è sempre stata un’osteria. Dall’arredamento rustico ma dai piatti molto curati e raffinati è gestita con attenzione e propone anche rivisitazioni della cucina tradizionale. Prodotti genuini e del territorio sapientemente elaborati come passato di ceci e vongole, ravioli ripieni di pecorino e fagioli o cinghiale marinato al sangiovese, immancabile la trippa alla toscana… proprio un buon gustare, prima con gli occhi considerando l’elaborata preparazione dei piatti e poi col palato. E poi, a parte i dolci colorati e gustosi, si deve lasciare un piccolo spazio per due cantucci di Federigo ed un vin santo… altrimenti che toscanata è… www.osteriacavalieri.pisa.it

 

Di tutt’altro genere, ma come è noto a Pisa ci sono ristoranti di tutti i tipi, invece, è stata la scoperta de La Buca, nel quartiere di S.Antonio un ristorante di un lucano doc ma che da 40 anni vive a Pisa e propone (il proprietario è anche il cuoco) cucina pisana e toscana in rivisitazione meridionale; a rimarcare quanto Pisa è ed è sempre stata un centro multietnico e multiculturale. Una squisitezza dietro l’altra, un tripudio di pesce presentato mirabilmente e sapientemente annaffiato. Qui più che scegliere una pietanza conviene fare assaggini vari, per non perdersi niente senza “ammazzarsi” di gusto… la varietà e la qualità potrebbero offendersi. E allora… crostini con caciucchino, tartare di tonno con germogli di grano e soia, fiori di zucca ripieni di ricotta e baccalà, taglierini al riccio di mare, stuzzicosi con quel pizzico di peperoncino, ma anche crostacei alla catalana… il cuoco propone quello che al mattino trova al mercato, il menu è molto vario e sempre legato ai prodotti del territorio www.labucapisa.it

 

E dove dormire? In ogni dove ci sono alberghi e B/B, appartamenti e possibilità di alloggio, noi siamo stati ospiti dell’Hotel Bologna, nel quartiere di Kinzica, si arriva con l’auto e c’è il parcheggio (prenotarlo prima) ma è anche a circa 500 mt dalla stazione ferroviaria. Una volta questa era la zona araba, non dimentichiamoci che Pisa è stata nel 1200 circa la New York dell’epoca, un mix di razze e popoli, un porto multietnico e variopinto. Tutt’ora questo quartiere ha un suo fascino con piccole botteghe di artigiani e locali vari. La struttura sita in un’elegante palazzina ha un tipico stile architettonico della tradizione toscana. L’atmosfera è sempre cordiale ed il servizio di ottimo livello. Aperto tutto l’anno, l’Hotel propone vari tipi di camere ed è molto comodo se si vuole visitare la città a piedi www.hotelbologna.pisa.it

 

 

E ricordatevi, Pisa non è solo la Torre… è molto ben altro. Una città interessante abituata a convivere con giovani e turisti ma che mantiene alto il proprio modo di essere e l’importante retaggio storico.

Un altro bel tassello della Toscana www.visittuscany.com/it/

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