Gastroviaggiando

Una meravigliosa stagione di tartufi, formaggi, verdure croccanti, vino e tortelli, spaziando dalla nobile città di Alba alla Carinzia, a Barcellona

di Franca Dell’Arciprete

 

La grande stagione del Tartufo Bianco d’Alba

Fino al 25 novembre la 88 ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, che quest’anno è incentrata sul tema “Tra terra e luna” a dimostrazione dell’importanza delle fasi lunari per il percorso di cerca del tartufo.

E’ già iniziata la stagione di raccolta del celebre Tartufo Bianco d’Alba che dura fino al 31 gennaio 2019, con oltre 4.000 trifolau all’opera.

Quella del 2018 – come dichiara il Centro Nazionale Studi Tartufo – si annuncia come un’annata dai tratti rosei con un trend positivo rispetto agli ultimi due anni. Era l’8 settembre di novanta anni fa quando, per poche ore, in mezzo a tanti prodotti della terra, trovava spazio la prima esposizione di tartufi nella Città delle Cento Torri. Nessuno immaginava che da lì sarebbe germogliato un fenomeno di portata mondiale.

Oggi la Fiera è innanzitutto il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. Migliaia di esemplari arrivano ogni sabato e domenica nel centralissimo Cortile della Maddalena per appassionati provenienti da oltre settanta Paesi del mondo.

Sono tanti i gourmet che hanno compreso il vero punto di forza del tartufo bianco: l’unicità di ogni pezzo, con una sfida sensoriale straordinaria, che gli organizzatori valorizzano in ogni modo, garantendo la qualità del prodotto, per cui ogni pezzo viene venduto in un sacchetto numerato che consentirà sempre la tracciabilità del venditore.

Apprezzatissima è l’assistenza al consumatore, mentre per chi vuole approfondire il tema, ogni giorno il Centro Studi organizza seminari di analisi sensoriale.

Intanto in cucina si molano le lame degli affettatartufi perché l’attesa è fortissima.

www.fieradeltartufo.org –  www.tuber.it

 

L’Italia del latte al Baccanale 2018

A Imola, dal 3 al 25 novembre, eventi, degustazioni, laboratori e menù dedicati al tema dell’oro bianco Italiano. Il Baccanale è la rassegna enogastronomica e culturale che in questa edizione avrà come tema centrale “L’Italia del latte”.

Fin dall’antichità l’uomo si è dedicato all’allevamento di ovini, caprini, bovini e di altri animali, sfruttandone vantaggi e qualità, tra cui quella di fornire il latte, alimento con molteplici virtù e grande potere nutritivo. Oltre al latte vaccino vengono utilizzati nell’alimentazione umana il latte di pecora, di capra, di bufala e d’asina, ognuno con le proprie caratteristiche nutritive e organolettiche.

Molta parte del latte viene consumata come bevanda; ma il latte può essere utilizzato anche per cotture delicate, salse, ricette dolci e salate. Inoltre, da sempre per essere conservato viene sottoposto al processo di trasformazione artigianale o industriale che dà origine al formaggio. Una ricchezza e una diversità che trova in Italia una terra d’elezione, se si considerano gli oltre 400 tipi di formaggi censiti, che il Baccanale non mancherà di valorizzare e promuovere con i prodotti caseari e le numerose realtà culturali, produttive e turistiche del territorio imolese.

www.baccanaleimola.it

 

Una Provincia di Barcellona tutta da gustare

Viaggiare attraverso la Provincia di Barcellona significa scoprire i migliori sapori di terra e di mare della regione, il tutto a pochi passi dalla capitale catalana.

Alcuni mercati e fiere costituiscono un vero punto di riferimento della regione: la fiera delle erbe medicinali e dei canditi nel giorno di San Pontius, la Fira del Gall a El Prat de Llobregat e Vilafranca del Penedès, la Fira de l’Aixada a Manresa e la Fira de la Candelera a Molins de Rei. Ci sono poi mercati alimentari di fama internazionale come Santa Caterina a Barcellona, visitati da migliaia di turisti tutto l’anno e mercati locali come quello di Granollers il giovedì, o quello di Vic il martedì e il sabato.

Nella Provincia di Barcellona, Osona Cuina è un’organizzazione pionieristica di cucina che si contraddistingue per le ricette a base di selvaggina e carne suina. Salumi come llonganissa e prodotti locali come il tartufo, la patata di bufet e i fagioli bianchi di Collsacabra sono altri ingredienti chiave.

Alcuni prodotti e piatti diventano protagonisti di eventi culinari in tutta la provincia. Come la Route de Xató, con l’omonima insalata tipica delle regioni di El Garraf e El Penedès con indivia riccia, baccalà essiccato, acciughe, tonno e olive Arbequina, il tutto condito con salsa romesco.

www.barcelonaturisme.com

 

Slow Food Carinzia: il gusto di una scoperta consapevole

A Terra Madre – Salone del Gusto 2018 di Torino si è rinnovata la collaborazione tra Slow Food International e la regione Carinzia, territorio di tradizione, amore e genuinità, nel nuovo progetto Slow Food Kärnten. Dall’idea Slow Food Travel Alpe Adria, nasce una proposta di soggiorno e scoperta agroalimentare unica nel suo genere.

In ogni angolo della Carinzia, infatti, si nascondono tipicità gastronomiche spesso frutto di incroci di diverse etnie, poiché la Carinzia è sempre stata crocevia di commerci e scambi culturali tra l’oriente e l’occidente.

Sulla strada aperta da Slow Food Kärnten molti progetti sono già in fase di sviluppo: nei cosiddetti Slow Food Villages vi sono numerosi produttori locali – panettieri, macellai, agricoltori, ma anche proprietari di trattorie rustiche in cui i prodotti vengono utilizzati e valorizzati – che collaborano tra loro.

L’associazione Marktplatz Mittelkärnten vede coinvolti ben 45 produttori della zona centrale della Carinzia, tra cui aziende agricole e artigiani autentici, appassionati viticoltori e mastri birrai.

Slow Food Travel Alpe Adria prevede corsi di cucina, visite ai laboratori artigianali e workshop per preparare con le proprie mani generi alimentari e bevande: nelle valli Gailtal e Lesachtal si vivono così vere e proprie esperienze di turismo gastronomico consapevole, avvicinandosi direttamente a un mondo genuino con l’aiuto di esperti produttori con i quali si potrà produrre pane o formaggio, oppure imparare a chiudere con tecnica sapiente i famosi tortelloni carinziani al formaggio (“Kärntner Käsnudel”); o ancora, assaggiare il gelato prodotto con il latte fresco appena munto in fattoria, imparare l’arte della birrificazione e assistere l’apicoltore durante la raccolta del miele dorato.

www.slowfood.travel –  www.carinzia.at

 

 

 

 

 

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