Seychelles: graniti nell’Oceano

Vegetazione lussureggiante, enormi rocce granitiche, spiagge bianchissime orlate di verde e di azzurro: non un giardino dell’Eden, ma ben 115.  Sono le uniche isole granitiche oceaniche

di Franca Dell’Arciprete

 

 

Le Seychelles, 115 gemme sparse nell’Oceano Indiano, pochi gradi a sud dell’Equatore, a nord del Madagascar, sono uno dei paradisi da sperimentare almeno una volta nella vita.

Alcune piccolissime e isolate, altre grandi, ricche di ogni comfort e ben collegate tra loro.

Le tre più famose, imperdibili in ogni viaggio alle Seychelles, sono Mahé, Praslin e La Digue. “Isola delle palme” era stata chiamata all’inizio Praslin: e davvero tutta coperta di palme doveva essere quando fu scoperta alla fine del 15º secolo, durante il periodo delle grandi spedizioni per mare.

Come i navigatori del ‘500, i moderni esploratori sono affascinati ancora oggi dalla vegetazione di Praslin: meravigliosa, lucente, ricchissima. Il suo tesoro, memoria di un passato remotissimo ancora intatto, è la Vallée de Mai, riconosciuta patrimonio Unesco dal 1983.

Inoltrarsi in questa valle è come entrare in una foresta primordiale, quella degli albori del mondo. Foglie e tronchi enormi, palme alte 25 metri, radici giganti, felci grandi come alberi, un soffitto verde di vegetazione che quasi copre la luce fortissima del sole. Spettacolari sono le tante specie endemiche di flora e di fauna e soprattutto il famoso Coco de mer, il seme di palma più duro e più pesante del mondo (arriva a pesare 18 chilogrammi!)  che si trova solo a Praslin, dalla forma curiosissima di un bacino femminile.

Un accostamento immediato dunque: la Vallée de Mai come eterno paradiso biblico e il Coco de mer come frutto proibito.

Guai a chi osa asportare semi, fiori e foglie da questo parco protetto: i Seychellesi sono molto attenti a salvaguardare il loro territorio, anche perché sanno che proprio questo è uno dei motivi di maggiore attrazione turistica.

Tanti altri tesori a Praslin, da esplorare anche con un bus pubblico, tra panorami mozzafiato, strade avventurose, scorci incantevoli sull’oceano.

Anse Lazio, nel nord, è una delle spiagge più belle del mondo, quintessenza di spiaggia equatoriale, lunghissima, bianchissima, palme luccicanti che scendono sulla sabbia, enormi massi di granito, mare blu, verde, turchese, cobalto in un tripudio di colori.

Da Praslin un’escursione da non perdere è quella che porta a Cousin, un altro parco protetto che si visita solo con la guida seguendo i sentieri: tartarughe giganti e uccelli in cova. La stessa escursione porta anche all’isola di Curieuse, famosa per una colonia di tartarughe giganti, e all’isolotto di Saint Pierre dove ci si dedica allo snorkeling.

A La Digue un parco protegge la famosa Anse Union dove si apre la Source d’Argent, il tratto di costa più famoso e fotografato di tutto l’arcipelago, dove è stato girato il film Castaway.

Blocchi giganteschi di granito nero, grigio, rosa, miracolosamente sospesi a mezz’aria o conficcati per terra come dinosauri o elefanti immobili ammassati uno sull’altro: le profonde scanalature verticali sembrano zampate di un mostro preistorico.

A ogni passo una nuova inquadratura per fotografi impazziti.

Questa piccola isola che si gira praticamente a piedi o in bicicletta, riserva altri scorci magnifici: la punta nord, dove si scontrano due variazioni di spiagge sull’oceano, quella lunga, bianchissima, orlata di acque calme e basse, che va sfumando nell’azzurro/verde lontanissimo e quella aspra, che fa paura, battuta da onde vorticose, orlata di schiuma.

Ancora più terribile la costa sud continuamente battuta dal vento e soggetta a correnti: non si fa il bagno, ma si contempla la potenza dell’oceano.

Mahé invece è l’isola più grande dell’arcipelago, dove si trova Victoria, forse la capitale più piccola del mondo.

Anche a Mahè una rete capillare di bus porta su e giù, dall’altezza del Morne, il picco più alto di 900 metri, alla sabbia bianca dove si piegano le palme.

Anche qui, in dimensioni più grandi, panorami mozzafiato, vegetazione brillante e rigogliosa, improvvisi scorci sull’oceano, profumo di frangipane e vaniglia, barche colorate dondolanti sull’acqua.

In più Mahè ha qualche luogo da non perdere per sognare il passato: la Kreol House, ora Istituto di cultura creola del 1920, al centro di una ricchissima piantagione di palme da cocco e cannella e il ristorante Marie Antoinette, monumento nazionale in un’antica ricca casa del 1862, dove si fermò Stanley dopo il suo incontro con Livingstone in Africa: cucina creola in un’affascinante atmosfera coloniale.

Le Seychelles rivelano nella lingua ufficiale, il creolo, variante dialettale del francese, e nei nomi geografici, la lunga presenza francese dalla fine del 17º all’inizio del 19º secolo, quando subentrarono gli Inglesi.

E una leggenda, immancabile in queste isole, vuole che il famoso corsaro La Buse, condannato all’impiccagione, dal patibolo lanciasse un messaggio cifrato che indicava il nascondiglio del suo fantastico tesoro ricavato dai saccheggi di navi sulla via delle Indie.

 

E non dimentichiamo le esperienze memorabili dei Six Senses Hotels Resorts Spas che anche alle Seychelles hanno i loro magnifici resort. Con il nuovo programma Eat With Six Senses, il piacere per la tavola e le vacanze vanno di pari passo, e gli ospiti possono godere di entrambe le situazioni senza allontanarsi dai loro obiettivi di salute grazie a cibi freschi e completi, nutrienti e deliziosi. Six Senses Spas incorpora tradizioni curative locali con trattamenti olistici di ringiovanimento somministrati sotto la guida di terapisti esperti e consulenti. Il loro modello pionieristico di benessere si basa sui principi guida degli ingredienti naturali, locali e sostenibili, su menu sani e sostanziosi pieni di colore, gusto e gioia www.sixsenses.com

Come arrivare: per giungere alle Seychelles dall’Italia si fa uno scalo intermedio secondo la compagnia scelta: ottima la compagnia Etihad partner di Alitalia, con scalo ad Abu Dhabi.

Dove dormire: non solo hotel cinque stelle di solito scelti da coppie in viaggio di nozze, ma anche bungalow con uso cucina, e ottimi appartamenti privati dotati di ogni comfort, arredati con gusto e spesso più comodi e meglio posizionati dei grandi hotel, come quelli proposti da Seyvillas.

Dove mangiare: interessante la cucina creola, che si può sperimentare in numerosi ristoranti, di solito piuttosto cari. Aromatizzata e mescolata come la sua gente, usa molte spezie, piccanti e non, salse di cocco e si basa prevalentemente sull’abbondanza di pesce, crostacei e frutti di mare.

Informazioni: Seychelles Tourism Board  www.seychelles.travel

Per crociere alle Seychelles Horca Myseria  www.horcamyseria.it

 

 

 

 

 

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