Emilia Romagna: terra che ama ospitare

Un percorso slow alla scoperta di borghi autentici: gustose esperienze enogastronomiche, antichi cammini, rocche fortificate, memorie storiche. Cibo bio, paesaggi morbidi e generosi, rocche imponenti dalla lunga storia, preziose acque termali

di Franca Scotti

 

Come stupirsi che l’Emilia Romagna sia stata definita “terra del buon vivere”?

Se tutta l’Italia è la terra della Dolce Vita agli occhi del mondo, l’Emilia-Romagna è il simbolo di buon vivere per eccellenza.

Lungo e intorno alla Via Emilia si distende un mondo ricco e complesso: le città d’arte, 23 centri termali raccolti nel Coter, ristoranti stellati come quello eccelso di Massimo Bottura, definito primo chef del mondo per due volte, nel 2016 e nel 2018,  ma anche semplici trattorie a km 0, il più alto numero di prodotti DOC e IGP italiani, le attrazioni della costa e il fascino intatto dell’Appennino.

Mille le manifestazioni che invitano al divertimento e alla scoperta: dalla “Notte celeste” delle terme alla “Notte rosa” della costa, al Festival del mare della marineria, alla Settimana del buon vivere che appunto simboleggia la cifra distintiva della regione, che si svolgerà dal 23 al 30 settembre tra Forlì e Cesena.

E numerose sono le valley connotate da un tema preciso: la food valley, la motor valley, la wellness valley  e l’ultima nata, la fitness valley nella Valle del Sillaro bolognese, intorno al Villaggio della Salute Più ad opera del professor Antonio Monti www.fitnessvalley.it

Spesso in una piccola area sono concentrati veri tesori e i piccoli centri, i cosiddetti Borghi Autentici, sono proprio quelli che conservano più di altri i valori del territorio, dall’artigianato tipico alle ricette gustose, dalle feste estive sotto le stelle alle sagre a tema, dalle pievi storiche, alle abbazie, alle rocche. Borghi attraversati un tempo dai famosi cammini che collegavano tutta Europa, legati a nomi di santi, di predicatori, di poeti. Borghi accoglienti che conservano i loro pregi anche nelle cosiddette basse stagioni: quando la costa si spopola e gli ombrelloni si chiudono, proprio qui, nei borghi in collina e in campagna, si spandono i profumi e i colori dell’autunno più dorato.

Andiamo alla scoperta allora di quel magnifico quadrilatero che si stende tra Bertinoro, Predappio, Castrocaro e Forlimpopoli, tutti in provincia di Forlì Cesena.

Simbolo dell’atmosfera di questi luoghi è la colonna dell’ospitalità di Bertinoro: proprio nella piazza che si affaccia sul famoso balcone della Romagna, aperto a perdita d’occhio su un panorama sconfinato che arriva al mare Adriatico, da Rimini a Ravenna, la colonna ornata di anelli ricorda l’antico rito per cui le famiglie nobili si contendevano il diritto di ospitare i pellegrini di passaggio. Ancora oggi la prima domenica di settembre la città rievoca l’antico rito offrendo agli ospiti la possibilità di pranzare presso le famiglie locali.

E l’accoglienza prosegue nella invitante Cà de Be’ o Casa del vino, un locale panoramico inaugurato nel 1971, dove si possono degustare tutti i migliori vini romagnoli, tra cui gli eccellenti Sangiovese di Romagna e Albana nelle sue varietà secco, dolce, passito e spumante, che è stato il primo vino bianco italiano a ottenere il riconoscimento di D.O.C.G.

Come non ricordare a questo punto l’origine leggendaria del nome della città per cui Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio, avrebbe detto, assaggiando il vino locale servito in una coppa di terracotta, “Sei  degno di berti in oro?” www.visitbertinoro.itwww.bertinorowines.it

Vicino a Bertinoro ci si rilassa a Fratta Terme, nel grande stabilimento anni ‘30 che sfrutta la forza naturale di queste acque ricche di preziosi sali minerali, famose fin dall’epoca romana per i loro effetti benefici e salutari www.termedellafratta.it

L’accoglienza è imponente a Castrocaro, dove spicca nel paesaggio a distanza di chilometri, la sagoma della fortezza millenaria appartenuta agli Imperatori del Sacro Romano impero poi alla chiesa e infine ai Medici durante il Granducato di Toscana, per la sua posizione strategica sulla via che portava al di là dell’Appennino e quindi a Roma.

Al di là delle terrazze aeree, delle stanze del castellano, le corti e la chiesetta di Santa Barbara, colpiscono soprattutto i poderosi Arsenali Medicei realizzati nel 16º secolo, tre enormi e scenografici ambienti, in parte scavati direttamente dal Sasso Spungone, la tipica roccia arenaria che caratterizza questa zona e che dà forte mineralità ai vini, ricca di inclusioni marine, a testimonianza del mare antichissimo che copriva questa zona.

Oggi invece Castrocaro ospita, al posto degli antichi guardiani della fortezza, i moderni turisti del benessere che apprezzano le acque salsobromoiodiche scoperte a metà dell’Ottocento da un medico fiorentino, che hanno dato origine al ricco fenomeno del termalismo nello Stabilimento Termale, nel Grand Hotel Terme e nel  Padiglione delle Feste inaugurati nel 1938 dal principe Umberto di Savoia, e decorati nel prezioso stile Art Déco www.proloco-castrocaro.it

Vicino a Castrocaro non si può dimenticare Terra del Sole, l’originale città ideale fatta costruire da Cosimo 1º dei Medici nel 1564, secondo un preciso progetto urbanistico a cui chiamò i migliori ingegneri e architetti del Cinquecento: una città fortificata per difendere la cosiddetta Romagna Toscana contro lo Stato della Chiesa, quattro  potenti bastioni contro le nuove artiglierie, pianta rettangolare, due borghi simmetrici, Borgo Fiorentino e Borgo Romano, con le case a schiera alte esattamente nove metri, due castelli a difesa delle due porte e, al centro della fortezza, una grande piazza d’armi con la Chiesa e il Palazzo Pretorio uno di fronte all’altro www.terradelsole.org

Ha una vicenda in parte analoga anche la città di Predappio, città di fondazione ad opera di Benito Mussolini, che volle dare lustro alla piccola località dove visse la sua infanzia, la contrada Dovia, dove la mamma era stata maestra, ai piedi di quella che oggi è Predappio Alta. In questa città degli anni ’20, dal tipico impianto razionalista, si visitano l’ex casa del fascio con la classica torre littoria, il palazzo del Varano, divenuto sede del municipio. il palazzo delle Poste, il cinema teatro, le case popolari, il Mercato dei viveri e la casa natale di Mussolini. Interessante il progetto che si sta realizzando faticosamente per fare di Predappio un centro di documentazione e di studio sul ‘900 e in particolare sulle origini e l’evoluzione del fascismo.

Vicino, a pochi chilometri, la famosa Rocca delle Caminate, anche questa di storia millenaria, appartenuta agli Ordelaffi e i Malatesta, signori di queste terre, e poi dal 1927 donata alla famiglia Mussolini come residenza estiva.

Famoso il faro tricolore installato in cima alla torre, che era visibile a 60 chilometri di distanza www.predappioalta.orgwww.comune.predappio.fc.it

E infine approdiamo a Forlìmpopoli, terra più delle altre del buon vivere e della buona cucina. Come dimenticare il suo cittadino più illustre, Pellegrino Artusi, autore de “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” del 1891, con 700 ricette, vera summa della cucina italiana domestica, semplice ed economica.

Scrittore, gastronomo e critico letterario, Artusi è il padre indiscusso della cucina italiana, che seppe esprimere anche nella lingua, italianizzando i tanti francesismi allora diffusi nell’arte culinaria. Alla sua figura celebre Forlimpopoli ha dedicato la Casa Artusi dove, oltre a degustare le sue ricette autentiche, seppur rilette e modernizzate, si possono seguire corsi teorici e pratici ad opera di grandi chef e delle famose “mariette”, casalinghe esperte che prendono il nome dalla sua fedele domestica.

Ad Artusi Forlimpopoli dedica non solo questo centro, primo centro di cultura gastronomica di cucina domestica in Italia, ma anche un premio e i premi Marietta ad honorem, oltre alla grande festa Artusiana lunga nove giorni tra giugno e luglio con stand, degustazioni, rivisitazione di ricette nei ristoranti e mille iniziative culturali.

Proprio a Pellegrino Artusi quest’anno il Ministero della Cultura ha deciso di dedicare la “notte bianca” del 4 agosto, come notte del buon cibo italiano.

www.casartusi.itwww.forlimpopolicittartusiana.itwww.ungiornonellarocca.com

Per alloggiare

Fattorie Faggioli di Civitella di Romagna: nell’Appennino tosco romagnolo un’azienda agrituristica eco sostenibile che produce coltivazioni bio, fattoria didattica, appartamenti per famiglie, per vivere esperienze di benessere e relax. Definita dall’Unione Europea “fattoria pilota” per progetti di governance territoriale www.fattoriefaggioli.it

Dove mangiare:

La Vecia Cantena d’la Pré a Predappio Alta, situata in un’antica cantina: qui si assaggia la  piavena, una novità brevettata che sposa la ricetta classica della  piadina romagnola con l’aggiunta del Sangiovese, che dà alla piadina un colore violaceo www.laveciacantena.it

Per degustazioni di vino bio il podere il Pratello di Modigliana, azienda agricola biologica a 600 metri di altezza, produttore di vini Sangiovese intensi, minerali e longevi www.ilpratello.net

Informazioni

www.stradavinisaporifc.itwww.terradelbuonvivere.itwww.aptservizi.com

 

 

 

 

 

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