Arte in Vetrina

In giro per l’Umbria per i Capolavori del Trecento, a Siena per il pavimento scoperto del Duomo, a Viareggio per un fantastico Oscar Ghiglia, a Basilea per la coppia esplosiva Giacometti e Bacon a confronto

di Silvana Rizzi

 

In Umbria tra arte e natura

Capolavori del Trecento – Il cantiere di Giotto, Spoleto e l’Appennino (www.capolavorideltrecento.it fino al 4 novembre), una mostra in diverse sedi per raccontare le meraviglie ambientali dell’Appennino Centrale e la civiltà civile e socio religiosa nella prima parte del Trecento nella terra del sisma.

In diversi musei e chiese di Trevi, Spoleto, Montefalco e Scheggino, 70 capolavori, che comprendono fondi oro e magnifiche sculture lignee policrome, d’influenza giottesca, portano il visitatore a scoprire itinerari di grande fascino.

Dall’Umbria si passa nelle Marche, da qui nel Lazio e nell’Abruzzo, per rendersi conto della straordinaria unità di cultura in quelle terre nella prima metà del Trecento.

 

Nel Duomo di Siena per ammirare il pavimento

In lucem veniet, il pavimento del Duomo di Siena splende di nuova luce (www.operalaboratori.com, fino al 31 luglio e dal 28 agosto al 28 ottobre).

Grazie a un progetto di Civita, il celebre pavimento a tarsie in marmo resterà scoperto per la visita al pubblico, con una nuova modalità di lettura, che illumina gli splendidi marmi con inediti effetti di luce.

Noto in tutto il mondo, il pavimento del Duomo con i suoi motivi filosofici e spirituali, raffigura personaggi famosi, Sibille, immagini sacre e profane accompagnate da iscrizioni interessanti, che da sempre suscitano la curiosità del visitatore.

Un’occasione da non perdere, che prosegue fino al 28 ottobre.

 

 

 

 

 

Oscar Ghiglia a Viareggio

Sempre piacevoli le proposte estive del Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio.

La mostra di quest’anno Ghiglia. Classico e moderno (dal 7 luglio al 4 novembre, www.cemamo.it) è dedicata al livornese Oscar Ghiglia (1876/1945), post macchiaiolo, praticamente autodidatta, anche se poi diventa allievo di Giovanni Fattori, di cui interpreta la lezione in maniera del tutto personale. In mostra, per la prima volta, 20 importanti opere appartenenti a collezionisti privati.

Molto amico di Amedeo Modigliani, che lo considerava l’unico grande in Italia a quell’epoca, penalizzato nel dopoguerra insieme ad altri artisti, come del resto Mario Sironi, dal “giudizio negativo sul fascismo”, Ghiglia si presenta come un’artista personalissimo, che ha saputo cogliere la lezione di Fattori e di Cézanne.

Chi arriva a Viareggio per la mostra, non può che trascorrere la serata nella cittadina balneare alla ricerca dei tanti, affascinanti richiami Liberty del centro, dagli stabilimenti balneari, al Caffè Margherita, ai villini lungo la passeggiata e nella parte antica del paese. A cena, Buonamico è sempre un must, così come Il Porto e anche Giorgio, nonostante il carattere burbero del proprietario.

 

La Fondazione Beyeler sempre al top

Merita un viaggetto a Basilea la mostra Bacon – Giacometti (fino al 2 settembre, www.fondationbeyeler.ch), in cui per la prima volta i due eminenti protagonisti dell’arte moderna del Novecento, amici e rivali, sono esposti uno accanto all’altro.

Sebbene a prima vista le opere di questi due artisti, così individualisti, sembrano diverse e senza relazioni tra loro, la mostra fa scoprire convergenze e parallelismi stupefacenti. Entrambi, ad esempio, erano ossessionati dal ritratto e dalla figura umana ed entrambi arrivarono all’astrazione estrema.

Una mostra da non perdere. Affascinante e piena di sorprese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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