Arte in vetrina

Gli acquerelli siciliani di Fabrice Moireau a Roma, alla Fondazione Magnani Rocca è di scena il più celebre orientalista di tutti i tempi, ad Anversa, nell’ambito di “Anversa Barocca 2018-Rubens inspires”, alla scoperta dell’artista Michaelina Wautier

di Silvana Rizzi

 

A Roma è di scena la Sicilia

I 400 acquerelli dell’artista francese Fabrice Moireau, pittore dei tetti di Parigi, raccontati con le parole poetiche di Lorenzo Matassa, sono un inno all’isola, che indusse Federico II di Svevia, re di Sicilia nella prima metà del Duecento, ad affermare che era cosi felice di vivere in Sicilia da non invidiare a Dio il Paradiso. A Palazzo Cipolla (via del Corso 320, www.palazzocipolla.it, fino al 22 luglio) l’originale mostra, promossa dalla Fondazione Cultura e Arte, “Sicilia, Il Grand Tour” fa rivivere un nuovo grand tour, a due secoli di distanza da quello celeberrimo di Goethe. Moireau da trent’anni gira il mondo, zaino in spalle e disegna quello che vede. E la Sicilia, un piccolo continente, come ama definirla, ha tutto per affascinare il viaggiatore: mare, montagna, arte e storia. In mostra scorrono immagini, rivelatrici dell’attrazione dell’artista per questa terra, dall’archeologia, ai castelli, alla natura, ai paesini meno conosciuti.

Dove alloggiare a Roma? Bella domanda, dato il numero infinito di hotel e B&B di ogni categoria. Per me, amante del viaggio in treno e, soprattutto, dell’alta velocità, gli alberghi più comodi, confortevoli e dall’atmosfera calda, sono i tre Bettoja Hotels, nella zona della stazione Termini: l’Hotel Massimo d’Azeglio, il Mediterraneo e l’Atlantico. Tutti in posizione strategica, tradizionali nell’accoglienza e nell’architettura, che ha conservato il fascino di un tempo.

 

Oriente e mistero nella terra dello Zibello

Paesaggi sconfinati, odalische, rovine suggestive, meraviglie esotiche. La Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo-Parma (fino al 1 luglio, www.magnanirocca.it) racconta l’Oriente della seconda metà dell’Ottocento attraverso il pennello di Alberto Pasini (Busseto 1826-Cavoretto 1899), pittore e viaggiatore, uno degli interpreti più raffinati di quel mondo. Il tutto inizia nel 1855 a Parigi, quando l’artista viene invitato a far parte di una delicata missione diplomatica francese per sottrarre l’impero ottomano dall’influenza russa. Il gioco è fatto. Pasini racconta attraverso schizzi, olii e disegni quel viaggio in un paese fantastico. Di ritorno a Parigi, diventa il punto di riferimento per i pittori orientalisti allora in voga. In mostra un centinaio di opere che portano lontano nel tempo. Un piacere per la vista!!

Questa mostra ben rende l’idea di Parma, città del cibo e della cultura. Ecco perché nel 2018, anno del cibo italiano, Parma ha messo a punto un calendario di eventi eccezionali con una “cabina di regia” ben studiata. Settembre, per esempio, sarà un mese ricchissimo di appuntamenti in tutto il territorio, riuniti sotto il nome di City of Gastronomy Taste (www.cityofgastronomyfestival.it), dal festival del prosciutto (1/16 sett) a quello dei caseifici (29/30 sett), dalla Cena dei Mille ( 3 sett) ai Giardini Gourmet(7/14/21/28 sett.)

 

Michaelina Wautier ad Anversa: l’Artemisia Gentileschi del Belgio?

La città dei diamanti, dal bel centro antico, celebra il festival “Anversa Barocca-2018 Rubens inspires” con una mostra al MAS (fino al 2/09, www.visitflandres.com) dedicata alla pittrice Michaelina Wautier, talento audace e avvolto nel mistero, come spesso succede alle donne nell’arte. Arrivata a Bruxelles a 23 anni, nel 1640, con il fratello, artista pure lui, Michaelina si dedica interamente all’arte affrontando tutti i temi, da quelli religiosi, alla mitologia, ai ritratti di personaggi famosi. Nubile per scelta, coraggiosa nelle tele, Michaelina osa dipingere Il Trionfo di Bacco con nudi maschili, rappresentando se stessa seminuda travestita da Baccante.

Un personaggio, quindi, singolare, di cui poco si sa, affascinante da scoprire. In mostra una trentina di opere dove i tratti del Barocco risaltano nello stile e nei vestiti.

 

 

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