Fotografia e dintorni

Partiamo da questa interessante immagine del sole per capire come è possibile realizzarla.

La foto è stata realizzata da Ayiomamitis Anthony con 48 singole foto del Sole. In post-produzione sono state unite in una singola immagine. Sono state scattate durante un anno, nello stesso luogo e alla stessa ora. Il punto più in alto è il Solstizio d’estate e il punto più basso è il Solstizio d’inverno.

Prenderemo in considerazione due tecniche, fotografare in controluce e multiesposizione. E le utilizzeremo entrambe.

Fotografare in controluce.

Abbiamo già affrontato l’argomento per ottenere la silhouette di un soggetto con uno sfondo colorato (es.: un tramonto). E’ un modo creativo che riproduce un’immagine suggestiva che, ad occhio nudo, difficilmente riusciremo a vedere perché il soggetto sarà riconoscibile (e non nero) e lo sfondo reale non avrà i colori così intensi come nell’immagine.

Potremmo volere scattare un’immagine in controluce, con il sole che entra nell’inquadratura, dove il paesaggio e un eventuale soggetto abbiano una luminosità che li rende riconoscibili. In questo caso bisogna essere prudenti per non danneggiare sia la propria vista sia il sensore della fotocamera. L’esposizione deve essere misurata sul paesaggio sottostante il sole (avendo cura di non inquadrare il sole). Ora possiamo ricomporre l’inquadratura con il sole, avendo cura di non guardarlo, e scattare. Dal momento che abbiamo misurato la luce sul paesaggio questo non sarà completamente nero (quindi una silhouette). Questa è la tecnica che utilizzeremo per la costruzione dell’immagine dei soli.

Multiesposizione.

Nella fotografia con la pellicola, l’esposizione multipla avveniva esponendo un fotogramma e poi esponendolo una seconda volta senza far avanzare la pellicola. Ciò richiedeva il calcolo dei tempi di posa poiché la somma della luce ottenuta nelle due pose fosse equivalente a quella necessaria per la corretta esposizione di una foto singola. Se le foto sovrapposte sono due, per una corretta esposizione, per ogni scatto deve entrare nell’obbiettivo la metà della luce. Se le foto sovrapposte sono quattro per ogni scatto deve entrare un quarto della luce totale, e così via.

Esempio: la scena che vogliamo riprendere necessita di diaframma f8 con tempi 1/500. Se dovessimo fare la multiesposizione con due immagini, ogni scatto dovrà avere diaframma f8 e tempi 1/250. Se la multiesposizione richiede 4 immagini allora dobbiamo impostare f8 e 1/125.

L’esempio descritto riguarda il caso che la scena da riprendere sia sempre la stessa come nel caso dell’immagine del sole che è stata scattata sempre dalla stessa posizione.

Realizzazione multiesposizione

Ora cerchiamo di capire come possiamo realizzare l’immagine del sole simile a quella della fotografia.

In teoria dovremmo lasciare, treppiede con camera montata, fissi in un punto e circa ogni 7 giorni scattare una foto. E’ necessario fare ciò se vogliamo realizzare solo la multiesposizione cioè 50 immagini sovrapposte su un unico fotogramma. Se, invece, per la post-produzione allora possiamo scattare 50 immagini singole e poi unirle con Photoshop, come ha fatto l’autore della foto di questa rubrica. In quest’ultimo caso, tra una foto del sole e quella successiva possiamo utilizzare la camera per altre foto.

Cercheremo di ottenere un’immagine utilizzando entrambe le tecniche suesposte. Considerando che le camere medio-evolute permettono al massimo cica 10 sovrapposizioni d’immagini dobbiamo accettare il compromesso di avere l’immagine finale con 18 scatti (quindi 18 soli che disegnano il simbolo dell’infinito, o meglio, disegnano l’analemma). Questo vuol dire che faremo 2 multiesposizioni da 9 scatti l’una e poi uniremo le 2 immagini con Photoshop.

Il prossimo solstizio, che sancisce l’inizio dell’estate, è il 21 giugno. Possiamo partire a scattare la prima foto in questo giorno (utilizziamo sempre lo stesso orario per esempio le 13:00) Posizioniamo il treppiede e la fotocamera. Impostiamo una multiesposizione di 9 fotogrammi. Misuriamo la luce sul paesaggio (evitando d’inquadrare il sole) e se sarà una giornata serena probabilmente avremo le seguenti impostazioni: ISO 50, diaframma f8, tempi 1/250.

Per scattare 9 foto sovraesposte dobbiamo diminuire, la luce che abbiamo misurato, di 9 volte che equivalgono a poco più di - 3 stop. Quindi possiamo impostare: ISO 50, diaframma f11, tempi 1/1000 che equivalgono a -3 stop. Ora inquadriamo la scena (con il sole) e scattiamo. Questo sarà il sole più alto della nostra prima immagine con multiesposizione.

Gli altri giorni fondamentali sono l’equinozio d’autunno, 23 settembre 2018 (sarà il punto centrale della figura), il solstizio d’inverno, 21 dicembre 2018 (il punto più basso della figura). Questi i giorni di riferimento, poi gli altri scatti distribuiteli equamente (circa ogni 22 giorni). Il 21 dicembre saranno terminati i 9 scatti della prima multiesposizione e dovrete reimpostare la camera per la seconda immagine costruita con altre 9 sovraesposizioni.

Dopo l’equinozio di Primavera, 20 marzo 2018 (coincide con l’equinozio d’autunno) si chiude l’analemma con l’equinozio d’estate del 2019. Anche con questa seconda fase di scatti distribuite equamente gli scatti intermedi. I 9 soli di ogni immagine disegneranno “metà infinito”. Ora con Photoshop possiamo unire le due immagini tenendo come riferimenti i soli degli equinozi e dei solstizi che dovranno essere sovrapposti.

Nelle foto a corredo un esempio di differente misurazione della luce della stessa scena. Prima misurando la luce con il sole nell’inquadratura e poi, inclinando la camera verso il basso, misurando solo la luce del paesaggio a terra e ricomponendo, prima dello scatto, l’inquadratura con il sole.

La foto del deserto roccioso invece è un esempio di un buon equilibrio dell’illuminazione. Anche in questo caso la misura della luce è stata presa sul paesaggio terreno.

 

a cura di Marco Asprea

 

 

 

 

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