Bangkok: l’Oriente è qui

Antica e moderna, fiabesca e tecnologica, Bangkok, la “Venezia d’Oriente”, è un mondo a parte: grattacieli di design e templi dorati, placide giunche sul fiume e sky terrace panoramiche

Franca Dell’Arciprete

 

Luccicanti centri commerciali e leggende dipinte, ferrovie avveniristiche e placide giunche sul fiume, sky terrace panoramiche e mercatini notturni.

Tutto si alterna. A parte l’area centrale con il famoso Tempio del Buddha di Smeraldo e il Palazzo Reale: in questo enorme quadrilatero si sogna a occhi aperti, lasciando alle spalle la modernità.

Riccioli d’oro ricurvi, tegole luccicanti al sole rosse e verdi, stupa e chedi dorati, altissimi e sottili, statue di mostri feroci e guardiani buoni, scimmie favolose, serpenti dalle 7 teste, statue di Buddha impassibile e sereno, dal sorriso enigmatico.

E poi mille decorazioni incise o dipinte su cui viaggiare con la fantasia.

Regno delle fiabe, della leggenda, dell’esotismo, l’area del Palazzo Reale incanta le migliaia di turisti che la visitano sotto gli ombrellini da sole.

Fuori ci attende la città frenetica dei grandi viali e del fiume dove corrono notte e giorno battelli express, lance, giunche e chiatte commerciali.

Al di là del fiume la sagoma inconfondibile del Wat Arun o tempio dell’Aurora e più vicino il famoso Wat Pho, dove tutto è enorme: dalla lunghezza del Buddha sdraiato all’altezza dei chedi, alle migliaia di decori in tessere di ceramica cinese colorata a forma di fiore.

Creata dalla dissoluzione della grande Ayutthaya, dall’ascesa alla monarchia dell’attuale dinastia regnante Chakri, che nel 1782 aveva scelto il fiume Chao Praya come base della capitale, strategico per i commerci con il Golfo di Thailandia, Bangkok all’inizio voleva replicare Ayutthaya.

Al centro l’isola Ko Ratanakosin, strappata alle paludi, su cui sarebbe sorto il gran Palazzo Reale col tempio Wat Phra Kaew.

Circondata da una massiccia cinta di mura, la città appena costruita si riempì di palafitte e case galleggianti, tanto che ancora oggi Bangkok, ricca di canali piccoli e grandi, è ricordata romanticamente come la “Venezia d’Oriente”.

L’enorme area del Wat Phra Kaew e del Gran Palazzo Reale ci accoglie con i dipinti murali del Ramakian realizzati durante l’Ottocento durante il regno di Rama Primo: il tema dominante é quello del poema epico indiano Ramayana che racconta la lotta epica di Rama che salva la moglie Sita rapita dal re dei demoni.

E, nel racconto del mito, ci rappresentano in realtà la Thailandia del 19º secolo.

Una mezza giornata sarà necessaria per visitare l’area nello stupore di riconoscere le Kinaree, creature d’oro metà cigni e metà donne della mitologia buddista, gli Hanuman, maliziose divinità-scimmie della mitologia indù, che fanno le smorfie, gli Yaksha, orchi o giganti della mitologia indù, fotografati da migliaia di turisti. Sebbene dia il nome a tutta l’area, proprio il Budda di Smeraldo non emoziona come il resto: alta appena 60 centimetri, questa piccola statua è in realtà scolpita in nefrite, un tipo di giada.

A pochi passi dal Wat Phra Kaew si apre l’area quasi altrettanto smisurata del Wat Pho, che ospita il famoso Buddha reclinato lunghissimo, notevole anche per gli intarsi di madreperla sui piedi.

Anche qui dipinti murali che coprono intere pareti, lunghe teorie di statue dorate del Buddha nelle gallerie coperte, giganti di pietra che sorvegliano l’ingresso all’area templare, le cui raffigurazioni variano dai personaggi dell’opera cinese a Marco Polo e gli splendidi chedi reali altissimi, decorati con piastrelle colorate, che sono le tombe dei primi 4 re della dinastia Chakri.

Il Wat Pho rappresenta inoltre anche un aspetto medico della cultura thailandese, poiché ospita la scuola di medicina tradizionale thailandese e due padiglioni del massaggio, affollatissimi da persone che prenotano un trattamento rilassante.

Ricordatevi di togliere le scarpe più volte durante la giornata in occasione delle visite ai templi. Come pure di scegliere il guardaroba adatto, evitando shorts e canotte, soprattutto nella zona del Palazzo Reale.

Se il cuore di Bangkok è un museo a cielo aperto, gli altri suoi musei meritano una visita. Almeno il Museo Nazionale, che ospita dipinti, esempi di alto artigianato e gli incredibili enormi e pesantissimi carri funebri reali.

Interessante e originale anche il Museo delle Barche reali, con le lunghissime barche di legno intagliate e dorate, che un tempo sfilavano lungo il fiume in processione.

Poi c’è la Bangkok commerciale, paradiso per la fotografia e lo shopping: il mercato dei fiori, Chinatown, i moli dei battelli, i mercati galleggianti, fino ai centri commerciali intorno a Siam Square e alla Sukhumvit, modernissimi, vere cittadelle dove si può sostare una intera giornata, girovagando tra i vari piani, le food island, le Spa per i Thai massage.

Una puntata a Thanon Kaosan, per rievocare i tempi del romanzo The Beach, l’epopea dei viaggi con lo zaino, i bordelli frequentati dagli americani al tempo della guerra del Vietnam, la scoperta di Bangkok come capitale orientale del divertimento e della trasgressione.

La crociera con cena lungo il Chao Praya conclude perfettamente la vacanza a Bangkok: silenzio sul fiume, terrazza scoperta, rive illuminate, visioni notturne fantastiche del Palazzo Reale e dei templi, la Old Custom House, porta d’ingresso alla Thailandia alla fine del 1800, grandiosi grattacieli moderni che ospitano hotel 5 stelle: Mandarin, Hilton, Peninsula,  Anantara.

Consigli di viaggio: www.tatnews.org, www.turismothailandese.it

Ottimo il TO www.innviaggi.com

 

 

 

 

 

 

Download PDF