Tagliacozzo, la perla della Marsica

Viaggio nella storia a Tagliacozzo, uno dei Borghi più belli d’Italia, tra storia, tradizione e buon cibo. Un viaggio tra Piazza dell’Obelisco, il Palazzo Ducale nel paese nato nel “taglio della roccia”

Testo e foto di Giancarlo Scolari

 

 

“…e la daTagliacozzo, ove senz’armi vinse il vecchio Alardo…” Con queste parole Dante Alighieri nel XXVIII canto dell’Inferno ricorda la Battaglia di Tagliacozzo del 23 agosto 1268 tra Corradino di Svevia e Carlo d’Angiò; essa segnò il destino d’Europa in favore degli Angioini sugli Svevi, favorendo ancora per secoli il potere temporale del Papa.

Ma ricordare Tagliacozzo solo per questa famosa battaglia è riduttivo. Tagliacozzo è considerato uno dei borghi più belli d’Italia. Posto nella parte Occidentale della Marsica, quasi al confine con il Lazio, è una rinomata località di villeggiatura. L’origine del nome “Tagliacozzo” viene dall’unione dei due termini latini Takus e Cotium, ovvero taglio nella roccia.Il borgo, infatti, si è sviluppato lungo la fenditura che taglia in due il monte Civita. Borgo che, caso unico nella Marsica, è rimasto intatto nonostante il devastante terremoto della Marsica del 1915. Il periodo d’oro di Tagliacozzo si ebbe intorno al 1400 quando Papa Alessandro V staccò la contea di Tagliacozzo dal Regno di Napoli e la aggregò allo Stato Pontificio. La titolarità passò prima alla famiglia Orsini di Roma prima e successivamente agli Orsini di Bracciano, che in particolare con Roberto Orsini, determinarono il massimo splendore di Tagliacozzo favorendo la costruzione di palazzi nobiliari e la realizzazione di molte opere d’arte.

Visitare Tagliacozzo oggi è un salto attraverso la storia, passando dalla modernità del ‘900 al borgo antico medioevale. Nella bassa del paese c’è il cuore pulsante della vita cittadina: Piazza Duca degli Abruzzi ha al suo interno la villa comunale, qui c’è la zona dello struscio ed ha sede il Municipio. Ma attraverso la Porta dei Marsi, una delle cinque che circondano il borgo antico, si varca lo spazio temporale della storia.

Davanti al turista si apre Piazza dell’Obelisco, una delle più belle d’Italia. Prima chiamata Piazza da’ Piedi, è contornata di eleganti palazzi, alcuni con interessanti bifore, un loggiato con archi a tutto sesto e finestre rinascimentali. Al centro vi era il “Pilozzo“, sedile di pietra per debitori insolventi esposti alla pubblica gogna. Verso il 1825 fu sostituito da una fontana con obelisco in onore di S. Antonio da Padova, protettore della città. E’ considerato il salotto elegante della città, ma attenzione, in estate la piazza ha il suo microclima: durante le serate estive la piazza viene battuta da un vento freddo e insistente: è l’ “Uscetta”, il caratteristico flusso d’aria fredda che, inevitabilmente, a quell’ora, attraversando la fenditura di roccia che dà il nome al paese, giunge nella piazza.

Da qui comincia il nostro viaggio attraverso i secoli e la storia di Tagliacozzo: saliamo per via dei Molini, costruita sopra il fiume Imele che risgorga poche decine di metri più in alto direttamente da una fenditura della roccia. Salendo verso il paese tra una scalinata e una immagine da cartolina con un archetto, si arriva verso quello che era nel Medioevo il cuore cittadino. A pochi metri di distanza troviamo il Palazzo Ducale, la Chiesa di S. Cosma e Damiano e il teatro Talia.

Il Palazzo Ducale è il capolavoro dell’arte cittadina, risale al XIV secolo; inizialmente aveva un solo piano, fu elevato ed ingrandito da Roberto Orsini nella seconda metà del ‘400. Altre modifiche furono apportate quando passò dalla famiglia Orsini ai Colonna. Sono moltissimi gli elementi che testimoniano la bellezza artistica del Palazzo: le finestre istoriate, le bifore, le sale ornamentali, i dipinti, gli scaloni e particolarmente la Cappellina centrale ove sono ancora visibili affreschi di grandissimo pregio.

La chiesa di S. Cosma e Damiano è la più antica e ricca di pregio. Risalente all’VIII secolo, presenta uno stile romanico. Importanti sono le opere artistiche che ne fanno parte, con particolare riferimento al portale, al rosone, al campanile, alla facciata, all’altare centrale. Nell’annesso monastero, le suore Benedettine ancora oggi producono dei gustosi dolci e delle ottime marmellate che si possono acquistare direttamente all’interno del convento.

Il teatro Talia inizialmente faceva parte del convento benedettino e adibito a teatro nel 1686. Devastato da un incendio nel 1690, nel 2002 fu totalmente restaurato e rinnovato. Nel nostro ideale cammino di ritorno verso Piazza dell’Obelisco ci imbattiamo nella chiesa e convento di S. Francesco: La Chiesa viene datata al 1115 per essere citata in una bolla. Ricostruita nel XIII secolo fu dedicata a S. Francesco. Fu poi ristrutturata all’inizio del ‘600 anche con la costruzione del chiostro adiacente, affrescato, interamente e pregevolmente, con vicende della vita di S. Francesco e genealogia francescana. La chiesa ospita la tomba del Beato Tommaso da Celano, primo biografo di S. Francesco.

 

Tagliacozzo è a 90 km da Roma ed è facilmente raggiungibile in auto con l’A24 e in treno con i treni della linea Roma – Sulmona.

Per dormire consigliamo l’Hotel Gatto d’Oro, l’Hotel Miramonti (http://miramontitagliacozzo.it/), e il B&B La Parigina (http://www.osterialaparigina.it/). In questi alberghi si può anche mangiare la cucina tipica locale.

Per mangiare consigliamo anche La Vecchia Posta in Piazza dell’Obelisco (http://www.lavecchiaposta.it/). Cucina tipica a menù fisso è disponibile anche al ristorante “Il Girasole” nella frazione di Poggio Filippo, a 6 km da Tagliacozzo.

Per ulteriori informazioni: www.tagliacozzoturismo.it

 

 

 

 

 

 

Download PDF