Istria: memorie veneziane

Una penisola a forma di cuore immerso nell’Adriatico, che incanta sulla costa e nell’entroterra. Cittadine ricamate e pittoresche come merletti e nell’entroterra raccolti su cocuzzoli, borghi come grandi nidi fortificati, dove le case si raggruppano circolarmente intorno ad un campanile slanciato


testo e foto di Franca Dell’Arciprete Scotti

 

La manifestazione gastronomica le “Giornate dei frutti di mare”, dal 14 febbraio al 20 marzo, invita a gustare menu a base di capesante, cozze, tartufi di mare, arche di Noè o mussoli, canestrelli e ostriche, presso i ristoratori di Umago, Cittanova, Verteneglio e Buie, in Istria nord occidentale.

Una vera esperienza culinaria adatta anche ai palati più raffinati! Il sapore al contempo delicato e intenso viene dal mare particolarmente pulito che permette l’esistenza di un ecosistema ricco e vario che caratterizza i fondali rocciosi e sabbiosi istriani.

I frutti di mare vengono preparati secondo le antiche ricette dei pescatori: alla busara, con aglio, prezzemolo e pomodoro, o ancora arrostiti sulla griglia, cotti al forno o crudi, con il caratteristico olio di oliva locale e con il limone.

 

Un’occasione eccellente per visitare l’Istria, una terra intatta e colta, intensa e dolcissima.

Dovunque è presente il leone di San Marco, imponente e protettivo: sulle torri merlate, sulle facciate dei palazzi, sugli stemmi delle città, sulle formelle incastonate nelle pareti delle chiese.

Memorie veneziane dovunque, perché l’Istria è stata per secoli un dominio veneziano, fino alla caduta della Repubblica. Un dominio più precisamente costiero, perché l’interno ebbe vicende più complesse, passando da momenti di autonomia alla soggezione dell’impero asburgico.

Ma la Serenissima faceva sentire la sua potente influenza culturale anche nei territori dell’interno, non dominati direttamente.

 

Parenzo/Porec é forse la cittadina più veneziana di tutte. Disposta su una penisoletta abbracciata dal mare, attraversata da stradine bianche animatissime, si scopre percorrendo la via principale con il naso all’insù, guardando i ricami degli edifici gotici in pietra avorio, balconi e bifore, loggiati e verande. La visita culmina in un capolavoro dell’arte bizantina dell’Adriatico, la basilica Eufrasiana del sesto secolo, patrimonio dell’Unesco. Eccezionali i mosaici di grande realismo su fondo oro nell’abside, alle pareti e nell’arco trionfale, praticamente intatti. Bellissimi anche il pavimento a tarsie di marmo bianco, verde e porfido, le incrostazioni di alabastro, marmo rosso, smalti gialli e azzurri e pietre dure che decorano i sedili dei canonici.

 

Rovigno/Rovinj è un altro gioiello della costa, dalle case colorate avvolte intorno al campanile della grande cattedrale di Santa Eufemia, in cima alla collina, strade ripide ornate di atelier di pittori, affreschi sotto le tettoie, tipici passaggi coperti, mura e finestre affacciate direttamente sull’acqua. Ad ogni ora del giorno Rovigno offre uno spaccato pittoresco, riflettendo i colori gialli, rossi e verdi della sua sagoma circolare sullo specchio dell’Adriatico.

Mentre il centro raccolto che un tempo era un isolotto e il litorale verde ancora in parte selvaggio sembrano estranei al turismo di massa, la parte peninsulare offre una grande varietà di ristoranti e negozi, dove trascorrere la serata dopo una giornata piena di sole.

 

L’isola di Sant’Andrea. Al largo di Rovigno alcune isole sono diventate meta esclusiva di relax, come l’isola di Sant’Andrea, dove un barone austriaco a fine ‘800 aveva la sua villa costruita accanto alle rovine di un’antica abbazia: il gruppo Maistra, il più importante gruppo alberghiero dell’Istria ne ha fatto lo splendido hotel Istra. Immerso nella rigogliosa vegetazione mediterranea é anche il gioiello del gruppo, l’hotel cinque stelle Monte Mulini, che integra perfettamente nella costa le sue audaci soluzioni architettoniche (www.maistra.com).

 

Parco nazionale delle isole Brioni /Brijuni. Memorie veneziane anche nell’arcipelago delle isole Brioni/Brijuni, appartenute un tempo a nobili famiglie veneziane e poi vendute all’industriale meranese Paul Kuppelvieser. Per merito della sua intelligente visionarietà, le Brioni furono bonificate, arricchite di vegetazione esotica in aggiunta alla macchia mediterranea, edera, mirto, lecci, pini, cedri, cipressi, popolate di animali, decorate da eleganti edifici in stile art nouveau. Alla fine dell’800 nasceva così un buen retiro per la nobiltà mitteleuropea in fuga dalla nebbia e dal freddo.

In treno da Vienna si arrivava a Pola, quindi in carrozza fino al porticciolo di Fasana, dove ci si imbarcava per le Brioni. Oggi l’arcipelago è ancora una località prestigiosa, sia per i resti archeologici romani e bizantini, sia per la sua natura di Parco Nazionale protetto, dove regna il silenzio, una natura intatta e un mare meravigliosamente cristallino, sia per la sua storia di esclusività che dal primo ‘900 è durata fino all’epoca di Tito. Nel piccolo museo dell’Isola Grande sono esposte le foto di VIP, attori, uomini politici di tutto il mondo ospiti di Tito a Brioni. Qui fu firmato anche il famoso trattato del 1956 che segnò la nascita del Movimento dei Paesi non allineati (www.brijuni.hr).

 

A Pola, invece, più che le memorie veneziane, dominano le radici romane e le testimonianze austriache. Importantissimi monumenti romani come l’anfiteatro Flavio, l’arco dei Sergi, il tempio di Augusto e Roma dimostrano l’importanza di questa colonia fondata verso il 40 a.C.

I ricordi asburgici invece si leggono bene nel castello che domina la città: nelle sale del museo sono presenti mappe, fotografie e documenti del cantiere navale più importante di tutto l’impero.

 

L’entroterra istriano, anche se meno segnato da memorie veneziane, è decisamente intrigante. Da percorrere in macchina per godere le distese di boschi fittissimi, le strade ben tenute che attraversano minuscoli centri in collina dove si arrostiscono all’aperto interi maialini allo spiedo, fiordi profondi dalle pareti ripide e fitte di verde, piccoli borghi fortificati, chiese e castelli.

 

Montona/Motovun è forse la cittadina dell’interno più pittoresca, posta su un cocuzzolo sopra una valle verde, circondata da due anelli di mura medievali, dove si apre un’imponente porta all’interno di una torre del ‘500. Al di là della porta, strade lastricate da grosse pietre, una salita faticosa fino alla piazza centrale di gusto veneziano, botteghe che vendono i famosi tartufi istriani, un campanile merlato, alti palazzi, l’immancabile leone di San Marco e un grande silenzio nel panorama sulla vallata.

 

Andando in libertà per le strade dell’Istria, non si possono perdere piccoli gioielli sparsi nella campagna, come la chiesetta di Santa Maria delle Lastre a Beram/Vermo, che merita la pazienza di attendere un guardiano che apre su richiesta: all’interno un bellissimo ciclo di affreschi del 1400 di Vincenzo da Castua, tra i quali spicca una famosa Danza Macabra, in cui il tema della morte accomuna tutti i ceti sociali.

 

A Pisino/Pazin, l’imponente castello a strapiombo su una foiba profonda 100 metri, scavata dal torrente Fojba, ricorda un passato importante. Nel tredicesimo secolo la contea di Pisino cominciò ad ampliarsi: passata ai conti di Gorizia e agli Asburgo, diventò capoluogo della contea di Istria, anche perché era l’unica roccaforte croata a non essere mai stata sottomessa a Venezia.

La fortezza é una delle meglio conservate di tutta la Croazia, meta affascinante legata al romanzo di Giulio Verne “Mathias Sandorf” in cui il protagonista, realmente esistito, prigioniero del castello, evase calandosi nel fiume e raggiungendo il mare.

 

 

Informazioni utili:

Ente Nazionale Croato per il Turismo, Tel. +39.02.86454443 www.croazia.hr

Assessorato al turismo della regione istriana: Parenzo www.istria-bike.com

Ottima la guida “Croazia” Touring Club Editore

 

 

 

 

 

 

 

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