Nel Mantovano: i tesori della terra

Dal monastero benedettino di Polirone al Santuario delle Grazie, da Palazzo Te alle tradizioni della Corte dei Gonzaga: tesori millenari, culturali ed enogastronomici

di Franca  Celestini

 

Tra le dolci increspature del Mincio e del Po, immersa nella luminosità estiva o nelle brume autunnali, Mantova è un luogo dell’anima, più che un luogo geografico. E come Mantova, così il mantovano, una terra ricca, fertile, accogliente. Non a caso Virgilio, il poeta mantovano per eccellenza, aveva cantato la serenità della vita nei campi e del lavoro agricolo. Ancora oggi questa terra trasmette una sensazione di serenità e dolcezza.

La Fiera Agricola Millenaria di Gonzaga, nata nel lontano 1490, é tuttora una fiera importantissima, non solo a livello nazionale. Quest’anno in particolare, dato che Mantova nel 2017, insieme con Bergamo, Brescia e Cremona, è Capitale di Ea(s)t Lombardy, Regione Europea della Gastronomia.

Il progetto Bleisure (da Business + Leisure), ideato da Explora, la Destination Management Organization di Regione Lombardia e di Unioncamere Lombardia, è nato proprio per valorizzare insieme l’offerta fieristica lombarda e le ricchezze del territorio circostante, che siano suggestivi borghi, o affascinanti dimore storiche o grandi parchi naturali. I visitatori possono ritirare presso gli ATP delle città lombarde uno speciale passaporto dove raccogliere timbri turistici.

Si costituisce così un particolare “documento” che testimonia e colleziona ricordi e viaggi per terre note e meno note.

Da una Fiera Millenaria dedicata alle eccellenze gastronomiche, si parte per scoprire alcuni gioielli del territorio mantovano.

Prima di tutto l’abbazia di San Benedetto in Polirone, fondata nel 1007 dal conte Tedaldo di Canossa, nonno paterno della Grancontessa Matilde, con una donazione ai monaci benedettini di terreni tra i fiumi Po e Lirone.

Grandioso centro spirituale, poi ampliato, modificato, arricchito da strutture architettoniche e opere d’arte: le ristrutturazioni e i dipinti di Giulio Romano che diede forme rinascimentali, i rilievi attribuiti a Wiligelmo, i quadri di Correggio e Paolo Veronese, i meravigliosi mosaici pavimentali, gli incantevoli stalli di legno intagliati nel coro.

E poi tre chiostri, il refettorio grande, un celebre scriptorium, dove si trascrivevano e miniavano i manoscritti.

 

Dalla Fiera di Gonzaga, bastano pochi chilometri per scoprire un altro gioiello mantovano: il Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Curtatone, proprio sul Mincio.

Famosissimo per la presenza dei madonnari che decorano ogni anno l’ampio piazzale, il santuario, iniziato nel 1200 e divenuto meta celebre di pellegrinaggi anche imperiali, colpisce l’attenzione soprattutto all’interno, che si presenta come una scena teatrale, ricca di manichini disposti su ottanta nicchie, che rappresentano episodi di pericolo scampato per intercessione della Vergine.

Si sviluppa così un incredibile spettacolo, anche drammatico, di personaggi, indumenti, armature, corelori, scene truculenti. Colpisce anche il famoso coccodrillo appeso al soffitto, forse un dono di un cavaliere di ritorno dalle Crociate.

 

Una volta terminate le visite culturali, sarà il momento di dedicarsi ai piaceri della gola.

Nella zona dei Gonzaga una tappa imperdibile è la Cantina sociale Gonzaga con il suo ottimo Lambrusco. Nella Cantina nata nel 1928, costituita da circa 100 soci, si lavorano 30.000 quintali di uva. Nello spaccio si trova ottimo vino alla spina e bottiglie di alta gamma, mentre in degustazioni organizzate esperti sommelier spiegano questo vino versatile (www.cantinagonzaga.it).

In città invece passerella di specialità a Mantova Golosa, con il programma #Eat Mantua

 

Memorabili erano nella corte rinascimentale dei duchi Gonzaga i banchetti di Palazzo Te: il Banchetto degli dei, raffigurato nella Camera di Amore e Psiche, opera di Giulio Romano, è l’autorappresentazione più suggestiva dei Gonzaga e dei loro fasti.

Proprio in questo periodo si sviluppò non solo la ricchezza delle ricette, ma anche l’arte della presentazione dei piatti, serviti su trionfi preziosi che creavano una vera scenografia della tavola. Come spiegato nell’”arte del ben cucinare” scritto nel 1662 da Bartolomeo Stefani, cuoco della corte gonzaghesca, sono codificate le tradizioni gastronomiche mantovane, presto diffusa presso le corti italiani ed europee, che influenzarono perfino i grandi cuochi francesi della corte del Re Sole.

A questo rituale del gusto, sono dedicati eventi e proposte, che vogliono celebrare la tradizione rinascimentale e insieme invitare a gustare la modernità.


L’iniziativa  “Un prodotto al mese”, dedicata alla diffusione della conoscenza e del sapere enogastronomici, propone in una rete di trenta strutture di ristorazione ricette creative che esaltano la stagionalità e la tipicità dei prodotti del territorio: ottobre sarà il mese dedicato alla zucca, alle paste ripiene, alla pera mantovana IGP, alla mostarda e al cappone; novembre al suino mantovano, al tartufo, alle paste ripiene, alla zucca, alla mostarda e al cappone; dicembre ai dolci mantovani, alle paste ripiene, alla zucca, alla mostarda, al tartufo nero pregiato, al cotechino e al cappone.

 

“L’acqua, il pesce e il riso di Mantova” é la rassegna organizzata da Slow Food, con il sostegno del Comune di Mantova e Ea(s)t Lombardy, che fa riscoprire la cucina del pesce d’acqua dolce e le sue ricette: all’inizio di ottobre è prevista la visita all’acetificio Mengazzoli di Mirandola (www.slowfoodmantova.it).

Per tutto l’anno, poi, fino a dicembre, una forte sinergia all’interno di tutta la filiera dell’enogastronomia permetterà di scoprire le eccellenze del territorio, dalla coltivazione, alla produzione, alla ristorazione.

Ne citiamo alcune come esempio: l’azienda Genuitaly di Bigarello che produce con il marchio Il Pastaio Mantovano ottima pasta fresca nei vari formati tipici, tortelli mantovani alla zucca con amaretti e mostarda, agnoli con ripieno di carne (www.genuitaly.com); l’azienda agricola Calciolari di San Rocco di Quistello, leader  nella produzione della zucca “Capel da pret”, di cui ha conservato e coltivato i semi ( www.agricolacalciolari.it); la Cantina Sociale di Quistello famosa per la produzione di Lambrusco Mantovano  DOP dal vitigno Lambrusco Grappello Ruberti e per il Mosto  Cotto   da uve Lambrusco (www.cantinasocialequistello.it).

 

Una mostra raffinata a Palazzo Te: “Il tessuto come arte: Antonio Ratti imprenditore e mecenate”

A Palazzo Te, fino a gennaio 2018, una mostra dedicata all’industriale comasco che ha realizzato un’impresa e una Fondazione riconosciute a livello internazionale, mettendo sullo stesso piano la produzione e la creatività d’impresa con l’arte e la cultura.

Dalla fondazione nel 1945 della “Tessitura Serica Antonio Ratti”, per la creazione e la commercializzazione di tessuti per cravatte, al Gruppo Ratti, eccellenza mondiale nella produzione di tessuti creati sviluppando una forte ricerca creativa e tecnologica.

La mostra offre il ritratto di un personaggio raffinato, elegante ed eclettico, che investendo nella formazione delle risorse umane e nella valorizzazione del tessuto come arte, ha saputo dare risalto alla qualità dei suoi prodotti tessili (www.centropalazzote.it).

Dove mangiare

Osteria del Borgo: cucina casalinga tipica, Località Zovo – San Benedetto Po, (www.osteriadelborgozovo.it)

Ristorante Il Faro: in uno dei tratti più belli e suggestivi del Po, i sapori semplici e genuini della cucina tipica mantovana, dei piatti a base di selvaggina e di pesce di fiume. Portiolo di San Benedetto Po (www.ristoranteilfaro.mn.it).

Nel centro di Mantova da non perdere una sosta al Caffè storico Caravatti in Piazza delle Erbe, che risale al 1865 e conserva arredi e cristallerie d’epoca, famoso oggi per l’aperitivo “Caravatti”, la cui ricetta è tuttora un geloso segreto (www.caravattimantova.it).

Dove dormire

Una villa patrizia torna a rivivere come hotel: Hotel Ristorante Novecento, Pegognaga (www.hotelristorantenovecento.it).

Gruppo Mantovaholiday propone in splendida posizione, affacciati sulle più belle piazze della città, l’Hotel dei Gonzaga, la Residenza Ca’ Tazzoli, la Residenza Accademia, l’Hotel  Antica Dimora  (www.mantovaholiday.it).

 

 

 

 


 

 

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