Le coordinate sono già invitanti. Rigi, lago di Lucerna. Se la Svizzera ha un richiamo, questo è il richiamo dell’acqua e anche della foresta. Unisci i due ingredienti in una struttura ricettiva, offrila sul mercato con la firma di un’archistar e il successo arriverà da solo. Senza troppa fatica. Ma partiamo dall’inizio.
La montagna si chiama Rigi e sta in mezzo alla Svizzera, la quale è così piccola che dall’alto della montagna si vedono 13 laghi, le Alpi, la Francia e la Germania. Lucerna è dall’altra parte del lago e si raggiunge con il battello in 90’, oppure con uno dei classici trenini rossi svizzeri. Volendo anche in auto, certo, ma occorre fare un grande giro prima di raggiungere la città. Di cui comunque, va detto subito, non si sente alcuna necessità. Infatti a Rigi c’è una delle stupende realtà architettoniche di cui la Svizzera si va arricchendo- come se ne avesse bisogno!- proprio con i due classici ingredienti: acqua e pietra. Acqua per mano della natura e pietra per mano dell’architettura. Il risultato è uno di quei luoghi considerati “ sacrali”, proprio come una chiesa, dove per lo più di pietra ce n’è tanta e di acqua solo una catinella nel fonte battesimale. Più simbolica che altro nella chiesa, vera e reale- e tanta e salutare- nella struttura dello stabilimento termale.
A firmare l’opera d’arte è Mario Botta, architetto ticinese che di chiese ne ha progettate e costruite parecchie anche in Italia (magnifica quella di Seriate, Bergamo), e le terme antiche di 600 anni di Kaltbad le ha interpretate come una chiesa appunto.
Recita la recensione tecnica dell’opera di Botta “ ha trasformato la Dorfplatz di 2500 metri quadri che si trova nel versante lucernese della montagna in uno spazio ribattezzato “Giardino Minerale”. Ai due lati la futura stazione della ferrovia Vitznau-Rigi e una maestosa torre circolare che fa da ingresso ai bagni sottostanti e collega il centro termale con la stazione della funivia per Weggis. La struttura esterna è completata da otto lucernari in vetro, che si elevano per circa 3,5 metri da terra ricordano nelle forme dei cristalli di rocca. Questi lucernari durante la giornata portano luce nei locali sottostanti del centro termale, mentre la sera illuminano la piazza come cristalli sfolgoranti.”
Una soluzione già vista al Mart di Rovereto questa dei lucernai, dei tagli da cui filtra la luce.
E’ la cifra stilistica di Botta, inconfondibile. La sua architettura invoglia ad essere vissuta 24 ore per seguire la luce nel suo giro. Nella sue costruzioni si sta bene, figuriamoci a Kaltbad, immersi nelle acque, con la luce che piove dall’alto come un raggio divino.
E dice ancora la recensione tecnica”…sono forse i locali interni a regalare le maggiori suggestioni. Il disegno di Botta riporta tutta quella severità senza soggezione delle sue migliori opere, fra sequenze di muri levigati e linee curve che abbracciano morbidamente l’acqua delle piscine. L’ispirazione principale è quella della pietra come suggestione minerale senza tempo, che arricchisce l’acqua di proprietà curative e riporta la vita degli uomini agli aspetti essenziali.”
Non mi sono mai piaciuti i luoghi definiti a priori “ di meditazione”, ma in questa Spa di Botta ci andrei a bagnarmi, di giorno e di notte, nella piscina coperta e poi in quella scoperta, soprattutto in quest’ultima la cui acqua viene dalla Fonte delle tre sorelle! Con un nome così evocativo da far ripensare alla propria storia familiare e a molte altre belle esperienze che oziando nelle acque termali potrebbero facilmente venire a galla.
Aperta solo dal 2 luglio 2012, con Hotel Rigi Kaltbad, Tel. +41 (0)41 399 81 81-info@hotelrigikaltbad.ch
Info per le terme: http://www.mineralbad-rigi-kaltbad.ch
a cura di Ada Grilli







