Sandokan non abita più qui

A cura di Paolo Bastoni


È proprio il caso di dirlo: parti dall’Italia con qualche libro di Salgari in tasca a mo’di baedeker e sbarchi davanti a due siringoni gemelli che per un po’ di anni hanno rappresentato le costruzioni più elevate del globo, non solo: tutt’attorno tra lussuosi alberghi, un’altra torre sottile sottile con una palla in cima che contiene un meraviglioso ristorante ruotante, strade e monorotaie sopraelevate che ti permettono una completa visita a volo d’uccello di una città tra le più moderne che hai visto al mondo.
Insomma: l’arrivo in Malesia non corrisponde esattamente a quello che ti saresti aspettato dalle letture di Sandokan.
Tanto per cominciare: iniziamo a chiamare questo paese con il suo “vero” nome: Malaysia. E la sua capitale, quella dove siamo atterrati in un modernissimo aeroporto distante un’ora di autostrada, è Kuala Lumpur. Ogni viaggio in questo Paese che rappresenta un vero e proprio melting pot deve iniziare da qui, la cartolina ufficiale di un Paese che, fin dall’indipendenza conquistata in modo incruento dall’asfissiante colonialismo anglosassone, ha sempre cercato di accreditarsi come regno della modernità. Ma, in fondo, bastano pochi chilometri fuori dalla capitale per visitare, nelle “Batu Caves” i primi esempi della Malaysia dell’eroe salariano, con le scimmiette curiose (e, a volte, dispettose) che ti saltellano intorno mentre scali l’interminabile scalinata (272 scalini ripidissimi) del tempio induista. Poi, in auto o in aereo, potrete fare un giro, a Malacca, e ritrovare le atmosfere perdute di popolazioni che vivono una vita fluviale in abitazione che davvero sembrano uscite da uno d quei libri di cui si parlava, o da certi film esotici, in bianco e nero, degli anni ’30.
Un giro nell’immancabile Sarawak e nella sua capitale Kuching non possono mancare, anche per rendere omaggio alla dimora dell’acerrimo nemico di Sandokan, quel governatore che rispondeva al nome di James Brook, e qui un’altra delusione: il “vero” James Brooke non è stato quel tiranno dispotico e feroce della saga dei pirati di Mompracem (che, in ogni caso, non troverete mai…), ma è stato un governante saggio e illuminato. … d’altra parte una cosa corrisponde finalmente alla verità: se ti addentri un po’ nella mitica foresta del Borneo, in una “longhouse” – una di quelle case collettive in cui ancor oggi abitano i Dayaki (però si chiamano “Iban” che si servono, più o meno, ancora dagli stessi darti di due secoli fa – trovi ancora appesi, nella sala delle riunioni del villaggio i teschi degli sfortunati che due secoli fa finivano per essere immolati ad uno dei vari riti propiziatorii.
Ma non puoi andare in Malaysia senza “assaggiare” il suo mare e, già che si è arrivati nella parte insulare, quella che comprende gli stati del Sarawak – appunto – e del Sabah, tanto vale entrare in quest’ultima regione e dirigersi verso il punto più meridionale di questo grande paese, Sipadan.
E, una volta arrivati qui (in realtà non nell’isoletta che porta questo nome ma in una delle altre che le stanno vicine) se sei un subacqueo gioisci e se non lo sei te ne rammarichi e, magari, cerchi di rimediare con un corso sub “on site”: questo mare, esattamente questi punti di immersione, rappresentano uno dei luoghi più belli al mondo nei quali affondare le proprie pinne per godere di organismi e morfologia del fondale. Sipadan è una specie di fungo che si eleva direttamente dal fondo dell’oceano, circa cinquecento metri più sotto. Noi ne esploreremo solo i primi venti, trenta, magari quaranta metri, ma c’è da restare senza fiato aggirandosi tra le formazioni coralligene mentre una moltitudine di tartarughe, di barracuda, di squali (assolutamente inoffensivi per quanto inquietanti) ti nuota attorno: colori e organismi con pochi paragoni al mondo… E, quando alla fine dell’immersione metti la testa fuori e ti trovi ancorato un sampan, a fianco del moderno motoscafo veloce che ti ha portato sul punto di immersione, forse inebriato da tutto quello che hai visto in quel blu trasparente ti dici che, forse, chissà, in fondo da qualche parte Sandokan può aggirarsi ancora da queste parti. A godersi, dopo tante battaglie, una meritata vacanza…
Per vivere il mondo sottomarino www.sottacqua.info

NOTIZIE UTILI

Il sito ufficiale dell’Ente del Turismo è: www.turismomalesia.it

VISTO E FORMALITÀ D’INGRESSO: Per entrare in Malaysia è necessario un passaporto con validità di almeno sei mesi e, nel caso in cui si provenga da una zona dov’è presente la febbre gialla, è necessario un certificato di vaccinazione contro questa malattia. Per una permanenza inferiore ai tre mesi, ai cittadini italiani non è richiesto visto d’ingresso. È opportuno ricordare che il Sabah e il Sarawak sono trattati come Paesi stranieri: per entrare in questi stati (o per trasferirvi da uno all’altro) dovrete passare la dogana e, quindi, essere muniti di passaporto.

VACCINAZIONI E SALUTE: La Malaysia ha raggiunto un livello sanitario fra i più alti in Asia, pertanto nessuna vaccinazione è obbligatoria. Come estrema precauzione, si può seguire la profilassi Antimalarica e la vaccinazione contro la febbre gialla, per recarsi in alcune zone del Borneo è dove peraltro la prevenzione sanitaria è ormai talmente diffusa da aver neutralizzato qualsiasi rischio. Per difendervi dalle zanzare, durante le visite nei Parchi, usate repellenti per insetti, dormite con le zanzariere e accendete i soliti zampironi. Nelle città, l’acqua è generalmente potabile, ma è sempre meglio acquistarla imbottigliata. In Malaysia il sole è molto forte: quindi vi consigliamo di evitare lunghe esposizioni, in ogni caso sarà opportuno munirsi di creme solari ad alto fattore di protezione.

Per ulteriori informazioni consultare il sito del Ministero della Salute:http://www.ministerosalute.it/promozione/malattie/vaccinaz_profil_mondo.jsp

FUSO ORARIO: Sette ore in più rispetto all’Italia. Sei ore, quando è in vigore l’ora legale.

CLIMA: Non ci sono stagioni distinte in Malaysia ed il suo clima è tipicamente tropicale, caldo e umido per tutto l’anno, con temperature che passano dai 32° C durante il giorno ai 25° C di notte. Notevole l’influenza dei monsoni: il monsone di Nord-Est influenza la costa orientale della penisola malese e gli stati di Sarawak e Sabah nell’isola del Borneo nel periodo che va da Novembre alla fine di Febbraio. Quindi, per chi vuole godersi il mare e le spiagge della costa Est, il periodo migliore va da Marzo a Settembre. Al contrario, sulla costa occidentale, le piogge monsoniche sono più probabili nel periodo che va da Maggio a Settembre, anche se l’influenza del monsone di Sud-Ovest è sicuramente più blanda.

TRASPORTI:  La Malaysia è uno dei Paesi asiatici dove è più facile viaggiare. La rete ferroviaria, nella Penisola Malese, è capillare, i treni, sia normali che veloci, sono molto comodi e permettono un’eccellente visione del Paese e dei suoi molteplici panorami. Ottimi anche i collegamenti marittimi, soprattutto da e per le isole. Il trasporto aereo è molto diffuso, dal momento che la compagnia di bandiera, Malaysia Airlines, possiede una rete di collegamenti che copre l’intero territorio nazionale. Un altro comodo mezzo per viaggiare all’interno della Malaysia è l’auto a noleggio. Avere a propria disposizione un’auto vi permetterà di essere più liberi e di visitare luoghi anche non inclusi nei normali circuiti turistici. Per guidare, in Malaysia, è necessaria la patente internazionale o, comunque, una traduzione della propria patente italiana effettuata dall’Ambasciata Malese in Italia. La guida è a sinistra e la benzina costa decisamente poco. All’interno delle città, un diffuso ed economico mezzo di trasporto è il taxi.

INFORMATIVA OBBLIGATORIA: Comunicazione obbligatoria ai sensi dell’art. 16 legge 296/98: “La Legge italiana punisce con la pena della reclusione i reati inerenti alla prostituzione ed alla pornografia minorile, anche se gli stessi sono commessi all’estero.” ATTENZIONE: in Malaysia vige la PENA DI MORTE per chi viene trovato in possesso di QUALSIASI TIPO di droga

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