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Bonaparte ritorna all’Isola d’Elba

 

“Napoleone. Fasto imperiale, I tesori della Fondazione Napoléon” riporta l’imperatore a Portoferraio

Non poteva finire con una fuga dopo un ballo di Carnevale. Sarebbe stato poco degno dell’uomo e del rapporto che egli aveva in fondo stretto con quella che avrebbe dovuto essere la sua prigione dorata fino alla morte. Sarebbe stato scortese andarsene così, senza neanche salutare. Perché l’Isola d’Elba è una donna che sa amare ma pretende il rispetto dei propri amanti. E Napoleone Bonaparte non poteva non tornare a baciarle la mano.
Fino al 12 settembre 2008, un’esposizione che ne descrive, attraverso simboli dello sfarzo imperiale ma anche tantissimi oggetti legati all’uso quotidiano, la vita ufficiale e quella più intima, riporta l’Empereur Napoléon nelle residenze elbane. Dopo il successo della tappa romana, “Napoleone. Fasto imperiale.I tesori della Fondazione Napoléon”, approda così nei luoghi del primo esilio del 1814, la Palazzina dei Mulini e Villa San Martino di Portoferraio (LI).
Tra gli oltre duecento elementi esposti, due tra i più rappresentativi della personalità dell’imperatore: il leggendario chapeau, simbolo iconografico per eccellenza, e l’insieme di appunti scritti dall’imperatore durante l’esilio a Sant’Elena, testimonianza di come in soli 20 giorni fu capace di imparare l’inglese. Bellissimi manufatti, argenterie, piatti e dipinti dell’epoca raccontano poi l’atmosfera che si respirava a corte e che, per 300 giorni, trasformò l’isola d’Elba in una capitale culturale e politica europea. L’esposizione è costituita da una selezione di alcune fra le più belle opere d’arte provenienti dalla collezione della Fondation Napoléon di Parigi, e da due dei maggiori musei napoleonici francesi, il “Musée national des châteaux de Malmaison et Bois-Préau” e del “Musée de l’Armée di Parigi.
Non mancano testimonianze relative a Napoleone condottiero: la battaglia di Marengo è evocata dalla grande tela di Boze, Lefèvre e Vernet - che ritrae il generale Bonaparte, da poco Primo Console, che domina la scena della battaglia accanto al suo capo di Stato Maggiore, Berthier - e dall’uniforme che Napoleone indossò durante il combattimento. Arricchiscono la sezione dedicata alle campagne militari, l’Aigle de drapeau, uno dei vessili della Grande Armata, il casco e la corazza in dotazione agli ufficiali dei carabinieri, e numerose sciabole.
Un disegno preparatorio per Le Sacre di Jacques-Louis David ricorda la grande cerimonia del 2 dicembre 1804 a Notre-Dame; in esso Napoleone è raffigurato in atto di incoronarsi mentre nella versione finale della grande opera del Louvre l’imperatore è ritratto nel momento in cui incorona la moglie Josephine. L’ultima sezione della mostra è dedicata infine all’epilogo della straordinaria vicenda napoleonica. Quella in cui, irrimediabilmente esule a Sant’Elena, avrà forse rimpianto quella fuga dell’Elba, senza neanche il ricordo di un ultimo bacio.

Per informazioni: Apt Isola d’Elba tel. 0565.914671 - www.aptelba.it  - info@aptelba.it


 

 

 

 
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